Storytelling

Storytelling


Todd Solondz

Commedia, Drammatico | Usa
(2001)

Giunto al quarto lungometraggio Todd Solondz aggiunge un altro tassello al mosaico drammaturgico grottesco del cinema americano. Dopo “Fuga dalla scuola media”, film sincero e privo di false redenzioni, e il perturbante e cinico “Happiness”, fratello cattivo del buonista “American beauty” di Mendes, con “Storytelling” il regista americano vira verso lidi teorici riguardo al sentimento del reale e alla sua manipolazione, pur rimanendo ancorato a una sceneggiatura dal sapore provocatorio.

Il film è diviso in due segmenti palindromi, denominati rispettivamente Fiction e Non-fiction: nel primo incontriamo Vi (Selma Blair), una studentessa di college che intrattiene un rapporto amoroso con Marcus, uno studente afflitto da paralisi celebrale. Entrambi frequentano un corso di scrittura creativa, guidati dal freddo e ambiguo afroamericano Mr. Scott (Robert Wisdom), premio Pulitzer relegato a un college provinciale. Marcus interrompe la relazione con Vi dopo aver letto il proprio racconto di fronte la classe ed esser stato bocciato seccatamente da Mr.Scott. Vi si imbarca in una pericolosa folie à duex con Mr. Scott che richiede predilezioni sessualmente anomale alla giovane studentessa. Rimanendo profondamente turbata dall’accaduto, Vi decide di traslare la drammaticità dell’esperienza vissuta in un racconto da esporre successivamente di fronte la classe del corso di scrittura. Questo primo segmento dalla durata di un cortometraggio tocca punti nevralgici del politicamente scorretto tanto caro al regista del New Jersey: razzismo, sessualità, disabilità. Solondz non risparmia ai suoi protagonisti la crudeltà del mondo che li circonda, al contrario li immerge sempre più a fondo, smascherando le ipocrisie latenti di una società al collasso psichico con un brio accattivante e coscienziosamente amaro. Solondz gioca su più livelli metanarrativi: se da una parte c’è un dialogo serrato tra chi critica il suo cinema eccessivamente cinico e immorale (“questo è un racconto fallocentrico” obbietterà una studentessa commentando il racconto di Vi), dall’altro c’è una riflessione lucida e incompiuta su dove si fermi la realtà e inizi la finzione.

Nel secondo segmento intitolato Non-fiction, Toby Oxman (Paul Giamatti) è un commesso in un negozio di scarpe che aspira a diventare un regista di documentari. Il suo intento è di dirigere un documentario sul mondo adolescenziale e sull’esperienza negativa del college, ma quando incontra Scooby Livingstone (Mark Webber), un ragazzo senza ambizioni il cui scopo nella vita è “diventare famoso”, decide di incentrare il film (dall’emblematico titolo “American Scooby”) intorno alla sua figura, tallonandone i movimenti nel suo edulcorato nido familiare e “manipolando” in fase di montaggio le riprese. La suburbana famiglia Livingstone subisce un doppio trattamento cinematografico: se Toby Oxman, manipolando le immagini, ovvero “rubandole”, ne traccia uno scorcio comico strumentalizzandone i tratti, Solondz mostra una realtà “altra”. Una realtà incuneata in una scala di valori barbarici, dove la cupidigia e la brama di “apparire diversamente da come si è” supera ogni altro orizzonte e dove il mito del sogno americano trova le sue fondamenta più deboli. Scooby non è che vittima di questo folle processo di disadattamento e decadimento. Il sedicente regista Oxman sfrutta le défaillance del ragazzo per ottenere successo, quel successo che non lo ha mai sfiorato né quando faceva l’attore, né quando ha intrapreso la carriera universitaria di giurisprudenza. Superficialmente si potrebbe pensare che Oxman rappresenti un alter-ego di Solondz e che tutto il racconto sia un’autocritica nei confronti dei suoi film: in realtà l’autocritica si trasforma in un j’accuse rivolto al pubblico che assiste alla proiezione del film di Oxman.

Chi è colpevole per la risata di scherno rivolta ai suoi personaggi, siamo noi.

14/05/2012

Cast e credits

Durata
87'
Sceneggiatura
Todd Solondz
Fotografia
Frederick Elmes
Scenografie
James Chinlund
Montaggio
Alan Oxman
Musiche
Nathan Larson
Costumi
John A. Dunn

Trama

Due storie che parlano di frustrazione e di depressione. Vi è una teenager che si lascia sfruttare sessualmente da qualsiasi ragazzo, incluso il suo professore di scrittura, sperando di trovare spunti per i suoi scritti scolastici. Toby Oxman è un disgraziato rappresentante di scarpe il cui desiderio è quello di diventare famoso come regista di documentari.
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