Beach Bum – Una vita in fumo

Beach Bum – Una vita in fumo


Harmony Korine

Commedia | Usa
(2019)

Lookin’ for the Moon Dog

Is he fishin’ in the moon fog?

A-runnin’ days like a wild hog

Never want to act income

Jimmy Buffet – “Moonfog”

Moondog, il più freak dei freak della costa della Florida, è una specie di attrazione locale. Non è ben chiaro come arrivi a fine mese, ma tutti sanno come arriverà a fine giornata: sottosopra. Lui semplicemente vive, assecondando la spinta vitale, componendo bizzarre poesie da recitare in improbabili reading a zonzo in un’America psichedelica ed esclusiva, tutta pontili e spiagge da sogno, fuochi d’artificio e matrimoni di miliardari in camicia floreale. Sempre con l’obiettivo più o meno fisso (a seconda delle dosi di euforia in vena) di recuperare lo smalto di un tempo e finalmente scrivere l’agognato “romanzo del secolo”.

Per tenere il passo dell’anarchia del protagonista, interpretato da un bravissimo e mai così spassoso Matthew McConaughey, l’imprevedibile Harmony Korine – probabilmente l’unico regista in grado di pensare e portare a termine un lavoro del genere – sceglie di dopare il ritmo del suo ultimo film, mai uscito nelle sale italiane e ora disponibile in streaming. E così “Beach Bum” continua come se le feste delle “Spring Breakers” non fossero mai finite (e degenerate), seguendo il flusso di una narrazione liquida e di sensazioni che piovono da tutte le parti fino a stordire. Ogni malinconia è subito repressa, ogni situazione è assorbita dal perenne stato di ebbrezza, con il volume sparato a mille; e ogni scena è uno spettacolare momento musicale, a comporre un’orgia perpetua di colori sfavillanti, endorfine e canzoni pop.

In questo suo vivere il momento, in quest’oasi sospesa a mezz’aria che è la Florida ritratta da Korine, “Moondog” è accompagnato da alcuni personaggi altrettanto squilibrati: troviamo Snoop Dogg nella parte di un rapper amico ma anche amante della stessa donna, cioè Isla Fisher, moglie di Moondog ma solo all’occasione, e poi un Jonah Hill nei panni di un manager ancor più sballato del suo personaggio in “The Wolf of Wall Street” (e non è un’iperbole: gli attori hanno confermato come sul set di “Beach Bum” fossero tutti fatti), ma anche un Zac Efron a ruota libera, conosciuto dal Nostro dopo una breve tappa in comunità e protagonista di dieci minuti di totale follia – nonché dell’unica scena deprecabile, quando i due picchiano e derubano un anziano in carrozzina, perché a tutto c’è un limite.

Mi sembra chiaro che “Beach Bum” sia il più classico dei “prendere o lasciare”. I motivi per cui può dare ai nervi sono esattamente gli stessi che attraggono chi cerca questo tipo di esperienza: un film di estetica pura, esplosivo e orgogliosamente superficiale, fedele alla “poetry of the surface” con cui il regista era solito descrivere le ragioni di “Spring Breakers” ai tempi dell’uscita. Ciò che rende Harmony Korine un autore davvero controverso non è la violenza grottesca delle situazioni, né tantomeno la disturbante desolazione che regna in alcuni suoi cult come “Gummo”, ma il fatto che non sia assolutamente chiaro il suo punto di vista, la profondità del suo giudizio nei confronti delle storie che sceglie di raccontare. Per quel che ne sappiamo – e, volendosi sbilanciare, così pare – potrebbe aver convinto dei produttori a finanziare con svariati milioni di dollari film che raccontano quanto sia fico e eticamente giusto rapinare, sparare, invadere le case degli altri con sotto una canzoncina dei Cure o di Britney Spears.

Ma a favore di “Beach Bum”, vale la pena ricordare come le vicende di questa commedia scorretta quanto contagiosa non offrano altro che uno spunto di evasione. Se da qualche parte, in qualche esotica località o semplicemente nelle fantasie di un mente sciroccata, esistesse un posto simile alla Miami in cui vagabondano Moondog e il suo fedele micio bianco, un luogo che a ogni errore o atto di violenza o volgarità restituisse un’occasione in più assieme a un enorme sole caldo e un perenne sorriso a trentadue denti, credo che valga la pena visitarlo almeno una volta nella vita. Fosse anche per la sola durata di un film.

01/04/2022

Cast e credits

Titolo Originale
The Beach Bum
Distribuzione
Cloud 9 Film
Durata
96'
Produzione
Anonymous Content, Grisbi Productions, Iconoclast
Sceneggiatura
Harmony Korine
Fotografia
Benoit Debie
Scenografie
Elliott Hostetter
Montaggio
Douglas Crise
Musiche
John Debney
Costumi
Heidi Bivens

Trama

Il poeta Moondog vive come un naufrago urbano a Key West, isola a sud della Florida. Da Miami arriva una telefonata con cui la ricca moglie Minnie lo richiama all'ovile per presenziare al matrimonio della figlia Heather.
Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto

The Sea
The Sea

Premiato ai locali Ophir Awards, il candidato israeliano al Premio Oscar per il miglior film internazionale "The Sea" di Shai Carmeli-Pollak narra il viaggio clandestino di un giovane palestinese attraverso Israele secondo i canoni del road movie e del coming of age più classici, che si condivide più di quanto si apprezzi