Ondacinema

recensione di Matteo Pennacchia
6.5/10

La tentazione di cestinare a priori ogni rigurgito dell'ondata eighties che da tempo infuria nella produzione spettacolare è sempre forte. Tremiamo difronte alle prime avvisaglie di quello che sarà il prossimo revival, gli anni '90, ma è un'altra storia. Sequel dell'insipido home invasion del 2008, "The Strangers 2" è però uno degli esemplari (non così rari, tocca ammetterlo) di prodotto tanto funzionale all'operazione-nostalgia quanto funzionante autonomamente. Intriso di carpenterismo fin dal font dei titoli di testa, il film dell'onesto manovale Johannes Roberts si distingue dal predecessore nell'approccio apertamente giocoso alla materia slasher. Il (sotto)genere è rispettato nel pattern degli eventi e nella tipizzazione dei ruoli (final girl inclusa), ma non è il modello di riferimento in senso stretto. E se Carpenter deve essere, allora è "Christine" più che "Halloween", perlomeno nelle dichiarazioni del regista (che prima di questo sognava il remake della Macchina Infernale).

Madre coraggio, padre belloccio, figlia adolescente ribelle (la maglietta dei Ramones lo prova!) e fratello maggiore sportivo (spaccone ma premuroso) in viaggio verso la propria versione personale di camping del terrore. Ad aspettarli, oltre i parenti fatti a pezzi, i tre killer-without-a-cause mascherati che nel 2008 punirono Liv Tyler e famiglia solo perché "erano in casa". Stavolta è "...e perché no?" la risposta che spiega i motivi del massacro. Apertura sul synth di "Kids in America" per un tentativo di riflettere, oltre l'amore per il famigerato decennio, lo stato delle cose oggidì: i ragazzi americani uccidono. Siamo tutti assassini, con un'arma in mano. Accettiamo l'abbozzo di tesi di critica sociale solo perché, anche se discussa qua e là ("Papà, vuoi veramente sparargli?"), in fondo si esaurisce nel titolo di una canzone pacchiana e dà la base a uno scontro fra famiglie cinematografiche all-american, ciascuna a suo modo disfunzionale. Una troppo anormale, l'altra troppo normale (qualifiche interscambiabili, a seconda dei punti di vista). L'origine degli strangers resta avvolta nel mistero (sospiro di sollievo), mentre d'altra parte l'intro delle presunte vittime è lunga e dettagliata. Roberts ha il coraggio di stuzzicare la nostra pazienza con un ritratto di famiglia americana di formidabile riconoscibilità, aka inconsistenza, spargendo effluvi di mattanza senza servire il piatto se non prima di mezz'ora di fame vera. Da lì in poi è godimento a colpi d'ascia e coltellazzi, con una scena che qualcuno direbbe "da antologia": palme al neon, una piscina che si tinge di rosso, Bonnie Tyler canta "And I need you now tonight / And I need you more than ever". Ennesimo affondo Ottantiano ma usato come non ti aspetti, e se te lo aspetti, efficace comunque.

È il leitmotiv del film, quasi quanto la musica pop '80 e gli zoom ('80 pure loro). Forse ti aspetti tutto, o quasi, ma è efficace. Bryan Bertino, regista del primo "The Strangers" e qui co-sceneggiatore, sembra non poter proprio rinunciare al canone in cui i padri sussurrano ai figli "Sono fiero di te" prima di schiattare malamente, la gente si divide anziché restare in gruppo, un "Ti amo" suggerisce chi morirà per primo, e il mostro si rialza. Sempre. La regia di Roberts asseconda Bertino come con i pazzi o i vecchi, annuendo senza ascoltare, per fortuna. Non vede l'ora di uscire dall'impasse dell'empatia ricercata per fiondarsi sul ritmo, che da un certo punto in poi diventa forsennato, com'è giusto che sia. A esagerare, fra citazioni e cardini imprescindibili "The Strangers 2" spolpa lo scheletro del film di genere e ne mostra l'ossatura. Ci sono gli assassini, ci sono le vittime. "E perché no". Serve altro?


02/06/2018

Cast e credits

cast:
Christina Hendricks, Bailee Madison, Martin Henderson, Lewis Pullman


regia:
Johannes Roberts


distribuzione:
Notorious Pictures


durata:
85'


produzione:
The Fyzz Facility, White Comet Films, BLOOM, Burk A Project, Rogue


sceneggiatura:
Bryan Bertino, Ben Ketai


fotografia:
Ryan Samul


scenografie:
Freddy Waff


montaggio:
Martin Brinkler


costumi:
Carla Shivener


musiche:
Adrian Johnston


Trama
Un'adolescente ribelle e la sua famigliola americana si ritrovano lontano da casa in balia di tre assassini mascherati