Sia Dante che Aja guardano al passato, ma se il regista di “Gremlins”, con la produzione di Corman, mirava a ricreare un’atmosfera da horror classico con qualche divagazione demenziale – parodistica (in fondo il primo “Pirana” è uno spoof de “Lo squalo” di Spielberg, clamoroso successo dell’epoca), Aja invece riproduce meccanicamente e con innegabile cura “filologica” tutti i topoi del teen horror anni ’80, quello più becero e volgare, dalle parti dei sequel di “Venerdì 13” tanto per intendersi. E il remake di “Venerdì 13” firmato Nispel è difatti, nel marasma di rifacimenti di titoli cult che infestano le sale, il film che “ideologicamente” si avvicina di più ad Aja. Anche lì v’era un recupero, conscio o meno, dei meccanismi dello slasher classico, senza nessun vero aggiornamento ai tempi e senza nessuna lettura sotterranea possibile. Nel nuovo “Piranha” tutto ciò viene ulteriormente esasperato, con molta più consapevolezza e ironia, quasi si trattasse della versione estesa di uno dei trailer che comparivano in “Grindhouse“: la prima parte è parente stretta dei due “Hostel” (Eli Roth compare nel film e fa una brutta fine, ovviamente), e per un’ora assistiamo solo a dei teenager imbecilli che bevono, si drogano, si spogliano e fanno sesso (uno dei personaggi principali è un regista di film porno, e nel cast figurano anche un paio di vere attrici hard), poi lo splatter parte in quarta raggiungendo vertici deliranti e surreali, sconosciuti all’horror occidentale (uno dei pesci killer stacca il pene ad un personaggio e poi lo risputa mangiucchiato) che portano alla mente l’irraggiungibile “Society” di Yuzna.
L’impressione è che l’intera pellicola sia stata costruita in funzione di questa lunga sequenza di massacro: Aja è ben felice di mandare in acqua i suoi teenager decerebrati, figli del benessere di un’America plastificata e idiota che deve, prima o poi, fare i conti con l’Orrore. C’è molta cattiveria in questo bagno di sangue, l’unico momento in cui il tocco dell’autore di “Alta tensione” è davvero riconoscibile. Il resto, dispiace dirlo, è ben poca cosa. Personaggi talmente stereotipati e insulsi da non suscitare nessun interesse, tensione ai minimi storici, effetti digitali invadenti ed eccessivi (il make up delle mutilazioni curato tra gli altri anche da Nicotero e Berger è invece favoloso), effetto 3D sostanzialmente inutile e fastidioso, attori di buon nome in libera uscita.
E se il finale è abbastanza beffardo da strappare il sorriso (garantendo il sequel che di fatti è già stato annunciato) il film rischia di rimanere un oggetto solo per veri aficionados del genere, troppo intelligente o troppo cretino a seconda dei punti di vista. Gli altri è meglio si astengano.
07/03/2011