Per decretare il successo di simili produzioni occorrono dunque sia una buona sceneggiatura, in grado di districarsi tra i luoghi comuni del genere, che una solida regia, abile nel mantenere alta la tensione per tutta la durata del lungometraggio. Purtroppo, a “Giochi di potere” mancano proprio queste due componenti fondamentali. La storia hitchcockiana di Michael, uomo comune che si scopre in una situazione molto più grande di lui, viene raccontata tramite facili espedienti audiovisivi (voice-over; immagini di repertorio) e battute di sorprendente prevedibilità (“Deve essere stato difficile crescere senza un padre”, quante volte l’abbiamo già sentita?). La caratterizzazione dei personaggi è dettata quasi unicamente dai lineamenti degli attori, mentre le relazioni che si vengono a instaurare tra i protagonisti non andranno molto lontane dal classico rapporto padre-figlio e dall’ancora più tradizionale love story. Il resto è una gara di Ben Kingsley – il cui vocabolario si limita in pratica alle parole “fuck” e “kid” – con se stesso per cercare di andare il più possibile sopra le righe in ogni scena: il primato viene assegnato a quando, per riportare ordine durante un’assemblea, sbatte una delle sue scarpe sul tavolo, facendo regnare il silenzio attorno a lui e guadagnandosi lo sguardo ammirato del nostro Michael.
Poco aggiunge la regia del danese Per Fly, la cui mano riesce comunque a evitare che il film sprofondi nei territori dell’involontariamente comico: nessuna intuizione degna di menzione, solo puro mestiere completamente al servizio della narrazione. Se i temi toccati sono indubbiamente importanti e complessi – corruzione, perversione della democrazia e del sistema capitalistico, rapporto tra occidente e medio-oriente – la loro trattazione non è mai pienamente convincente: il tema della verità, per esempio, che occupa un posto di rilievo verso l’epilogo del film, si risolve in un campionario di frasi a effetto e ovvietà. Così, in un déjà-vu ininterrotto di calcolatissimi coup de théâtre e semplicistiche soluzioni narrative, tutti questi argomenti di discussione verranno, proprio nel finale, didascalicamente sviscerati e passati in rassegna tramite la voce fuori campo del protagonista-eroe.
10/07/2018