Defiance – I giorni del coraggio

Defiance – I giorni del coraggio


Edward Zwick

Drammatico, Guerra | Usa
(2008)
“Noi ebrei non siamo bravi a bere. Non siamo bravi a combattere. Lo sai cosa siamo bravi a fare? A morire.” In queste ciniche battute sta un po’ il succo e la base del nuovo film di Edward Zwick, “Defiance”; un’opera che parte da un presupposto inedito e ammirevole, ovvero mostrare al pubblico non la sofferenza, ma il coraggio del popolo ebraico, concentrandosi su un evento reale e incredibile, ovvero la fuga nei boschi dei fratelli Bielski, capaci di salvare dallo sterminio nazista oltre mille ebrei. La vicenda, che ha tutti i presupposti per essere un film di sicuro impatto emotivo e sociale, nelle mani di Zwick è però banalizzata e si trasforma in un banale e spesso retorico war movie, senza dubbio ben realizzato (l’algida fotografia di Eduardo Serra, la misurata colonna sonora del bravo James Newton Howard) e ben interpretato (Daniel Craig passa volenterosamente dai panni dell’indistruttibile James Bond a quelli del coraggioso ma insicuro e fragile Tuvia, e Liev Schreiber, che interpreta Zus, un altro dei fratelli Bielski, è ottimo), ma allo stesso tempo freddo e poco emozionante.

 

Zwick è a suo agio soprattutto nelle serrate sequenze di battaglia (per esempio, è ottima quella dell’incursione di Zus per distruggere il ricevitore dei nazisti), ma altrove ricerca vanamente un anacronistico classicismo, che però stride e suona fasullo. La sceneggiatura si defila quando si tratta di affrontare gli argomenti più complessi e interessanti (i dilemmi morali di Tuvia: è giusto ripagare la violenza con altra violenza?), è illogica e affrettata in alcuni passaggi chiave (con quale facilità i Bielski riescono a far fuggire gli ebrei dal ghetto? Dove trovano il cibo durante il gelido inverno?), banalotta nel concentrarsi sui legami tra i protagonisti (la storia d’amore tra Craig e la giovane ebrea è sintetizzata in poche, ridicole, battute.).

 

Ne esce un film dagli intenti onorevoli (lo stesso si poteva dire dei due precedenti lavori del regista, gli egualmente non riusciti “Blood Diamond” e “L’ultimo Samurai”), ma dagli esiti ambigui e incerti. Non è chiara quale sia la posizione dei fratelli Bielski: prima uccidono gli assassini dei genitori, accecati dalla vendetta, poi rapinano e massacrano i contadini di un villaggio, in seguito, cambiano idea e decidono di sopravvivere nella foresta con le proprie forze. Apologia dell’autodifesa molto americana? E se Zwick e lo sceneggiatore Clayton Frohman cercano, se non altro, di non fare dei Bielski un gruppo di santini, nell’ultima parte si impegnano ad onorare tutti gli stereotipi del caso: il vecchio insegnante, moribondo, che sussurra a Tuvia che “è stato Dio a mandarlo”, il caparbio e sbruffone Zus che come Han Solo sbuca fuori all’ultimo minuto per dare man forte agli ebrei in fuga, e via dicendo.

Insomma, uno spettacolone vecchia maniera, non sgradevole da vedere, ma che, partendo da un presupposto inedito e vincente, finisce per essere assolutamente tradizionale e confortante. E quindi innocuo.

27/01/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Defiance
Distribuzione
Medusa
Durata
137'
Sceneggiatura
Edward Zwick, Clayton Frohman
Fotografia
Eduardo Serra
Scenografie
Dan Weil
Montaggio
Steven Rosenblum
Musiche
James Newton Howard
Costumi
Jenny Beavan

Trama

Nel 1941, i fratelli bielorussi Bielski fuggirono nei boschi traendo in salvo centinaia di ebrei. Sopravvissero nella foresta per oltre due anni, sopportando il freddo, la fame, le incursioni dei nemici
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