Ma non è finita qui perché Magnani in qualità di sceneggiatore firma un copione quasi privo di parole e in cui i dialoghi, quando presenti, altro non sono che il modo usato dal regista per dare voce – si fa per dire – all’incomunicabilità di Isidoro (uno strepitoso Nicola Nocella, autore di una performance da attore di cinema muto). Da qui si capisce, e lo spettatore avrà modo di vederlo con sommo piacere sul grande schermo, che a provocare gli applausi a scena aperta e la partecipazione della sala (così ieri è successo durante la proiezione) non è la capacità di inanellare una battuta più felice di un’altra ma piuttosto la capacità del regista di calare Isidoro in una serie di accadimenti e di situazioni che diventano esplosive allorché ci si rende conto della strana compatibilità tra il corpo extra large del “candido” protagonista e quello rarefatto e senza nome raffigurato dalla galleria di tipi umani che Easy incontra sul suo percorso. Appurato che in “Easy” il silenzio e la stasi (si pensi al senso di certi campi lunghi che ci mostrano Easy immerso nel paesaggio) contano come e forse di più del rumore e del movimento, va detto che il menù offerto da Magnani non si fa mancare niente, imbastendo una serie di scene “madri” davvero irresistibili, a cominciare da quella che nella prima parte del film ci mostra Easy alle prese con una tecnologia che si ribella alle sue funzioni; oppure alle altre, di diverso tenore, in cui non senza difficoltà a emerge è la presa di coscienza delle proprie responsabilità, inizialmente restituite al mittente attraverso il refrein – “Cosa devo fare?” – pronunciato da Easy ogni volta che è chiamato a prendere una decisione. Se è vero che perdersi è l’unico modo per ritrovarsi, “Easy”, alla stregua dei vari “Marrakesh Express” e di di “Marrakesh Express” potrebbe diventare il manifesto (esistenziale) di una gioventù contemporanea che si trova in mezzo al guado. In quest’ottica il film di Magnani è espressione di un’universalità ovunque riconoscibile, ispirando un senso di identificazione in cui si trovano parte delle ragioni che decretano il successo del film. In gara nel concorso dedicato ai Cineasti del presente “Easy” è uno dei candidati alla vittoria del premio maggiore e più in generale non ci stupiremmo di ritrovare Andrea Magnani e la sua banda tra i candidati dei prossimi David di Donatello.
09/08/2017