Un film parlato

Un film parlato


Manoel de Oliveira

Drammatico | Francia, Italia, Portogallo
(2003)
Rosa Maria, giovane professoressa universitaria di Lisbona (Leonor Silveira), viaggia in crociera verso Bombay in compagnia della figlia Maria Joana facendole da guida nei luoghi di maggiore interesse storico e culturale del Mediterraneo. Sulla nave conoscono l’elegante capitano (John Malkovich) e tre moderne gentildonne di nazionalità diverse, francese (Catherine Deneuve), italiana (Stefania Sandrelli) e greca (Irene Papas). 
Comincia con un’impostazione da docu-fiction di viaggio, con espedienti e stile quasi televisivi, saltuari incontri con pescatori, attori, guide, preti ortodossi, vere e proprie visite filmate condite di dettagli e curiosità. La madre, protettiva e paziente, fa da cicerone alla figlia, una bambina ingenua e affascinata da quanto vede. Siti storici dal Portogallo a Marsiglia, poi Napoli, la Grecia, Istanbul, l’Egitto. Una coppia madre-figlia perfetta, addirittura inverosimile – ma il realismo non c’entra niente -, inoffensiva, inattaccabile e distante da qualunque tipo di glamour, cinismo, violenza o invasione. Fin qui un film parlato principalmente in portoghese e francese, dalla giovane e colta insegnante con le sue storie di miti, leggende, ricostruzioni storiche. Poi De Oliveira ferma tutto. Non cambia registro, ma semplicemente sposta lo sguardo altrove, e piazza un lungo dialogo cosmopolita: il capitano a tavola con tre donne emancipate e impegnate, ognuno comunica nella propria lingua e si comprende alla perfezione, dissertando su amore, lingua, politica, cultura, storia. Diventa allora un film parlato in inglese, francese, italiano, greco, portoghese: una babele dell’Europa unita ma impossibile da unire, colta e raffinata, dove però la lingua non è ostacolo, ma mezzo, prezioso veicolo di cultura. E il ruolo del cinema in tutto questo sembra quello di valido testimone, muto e silenzioso almeno lui, discreto nel restituire i dialoghi e nel mostrare i luoghi.
Interessante prova d’attori. De Oliveira rende omaggio a tre dive, ritrova la fedele Silveira, la ripropone a fianco della Deneuve e di Malkovich tre anni dopo “Ritorno a casa”, ed è facile prevedere si sia trattato di uno stimolante esercizio di recitazione viste le diverse lingue coinvolte. Catherine Deneuve e Leonor Silveira emergono su tutti, mentre Malkovich sembra fuori posto e la Sandrelli poco coinvolta e sotto tono.  
Gineceo dove gli uomini sono quasi assenti, e anzi ne viene perfino auspicata la latitanza in favore di un governo muliebre-centrico. I personaggi di De Oliveira appartengono a un tempo sospeso, a una classe sociale alto borghese, aristocratica nei modi, sofisticata nel parlare, lontana da qualsiasi malignità, gentile e affascinante, apparentemente intoccabile dal male del mondo. Fino al finale. E così è il suo cinema, quasi pedante, elegante, formale, ma pronto a disorientare da un momento all’altro, fatto di inquadrature lunghe, rigoroso nella simmetria del montaggio, nei tempi, nella logorrea con cui vengono sommersi gli spettatori in un incanto linguistico da mettere a dura prova la pazienza in alcuni momenti. E poi, senza complimenti, il maestro portoghese sfodera come uno schiaffo un finale logico e geniale, al limite dell’assurdo e dell’iper realismo, minimalista ed esagerato, smaccatamente ironico o profondamente drammatico a seconda di come lo si vuole interpretare.
Atmosfera serenamente decadente considerando il finale, impermeata di nostalgia per un’Europa scomparsa e in estinzione. Un invito al dialogo tra culture, un viaggio di scoperta attraverso uno sguardo innocente, digressioni di spessore, colte e raffinate, una storia sospesa se non del tutto inesistente, fanno di “Un film parlato” un’opera indefinibile, affascinante nel suo ermetismo, a tratti seccante, che lascia addosso l’espressione di John Malkovich nell’ultimo fotogramma.

03/06/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Um Filme Falado
Durata
96'
Produzione
Gemini Films, Madragoa Filmes, Mikado Film
Sceneggiatura
Manoel de Oliveira
Fotografia
Emmanuel Machuel
Scenografie
Zé Branco
Montaggio
Valérie Loiseleux
Costumi
Isabel Branco

Trama

Un viaggio in crociera nel Mediterraneo compiuto da madre e figlia, in cui conosceranno il capitano della nave, altri passeggeri e turisti
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