A giustificarne il ritorno alla vita attiva e, quindi, a creare il twist narrativo capace di giustificare la “pazza idea” degli arzilli ottuagenari, è la crudeltà dei meccanismi economici che consentono alla società per cui lavoravano di sospendere la corresponsione della loro pensione e perciò di metterli nella condizione di accettare la richiesta di Willie il quale, disperato per l’imminente pignoramento della casa dove vive insieme alla figlia e alla nipotina, propone ai suoi amici di aiutarlo a svaligiare una banca per rifarsi del denaro che la sorte gli ha ingiustamente sottratto. Se è inutile dire che nonostante ogni previsione i nostri riusciranno comunque a organizzarsi, trovando il modo di arrivare al grande giorno consapevoli e preparati, ciò che conta in questa sede è constatare il modo con cui Braff riesce a conciliare il tono da commedia di buoni sentimenti con il genere heist movie al quale il film aspira nella seconda parte, quando i protagonisti messi da parte gli acciacchi e la precarietà tipiche della terza età danno seguito al loro piano con la disinvoltura di tre ragazzini.
Prodotto hollywoodiano se ce n’è uno (valga per tutti il tenore dell’epilogo), “Insospettabili sospetti” lascia perdere qualsiasi intento di realismo, come pure la necessità di rispettare i canoni di genere che almeno per quanto riguarda la messa in scena della rapina prevederebbero una costruzione meno scontata e più complessa di quella immaginata da Braff per i suoi beniamini. Ciò che conta in questo caso è l’empatia tra pubblico e personaggi e il fatto di poterla stabilire avendo a disposizione fuoriclasse come Caine, Freeman e Arkin i quali, recitando con il pilota automatico, riescono a riequilibrare gli scompensi della sceneggiatura: da una parte, raffreddando gli stereotipi un po’ troppo zuccherosi relativi alla dimensione privata dei personaggi, quella in cui a farla da padrone è l’idillio dei rapporti umani (specialmente quello tra genitori e figli, tratteggiati con eccessi di buonismo) e il senso d’amicizia (il vero tema del film) tra le parti in causa; dall’altra compensando la facilità degli incastri che scandiscono lo svolgimento del colpo con una forza – quella degli attori in questione – capace di trasformare l’inverosimile in una coolness che per certi versi riesce a fare il verso a quella di Jimmy Ocean e dei suoi undici lestofanti. Scontato ma godibile, “Insospettabili sospetti” è un film per famiglie che strizza l’occhio ai classici. E qualche volta ci riesce.
06/05/2017