Ondacinema

recensione di Alessio Cossu
7.0/10

Le sedi elette patrimonio immateriale dell’umanità hanno come requisito imprescindibile, oltre all’unicità, il fatto di essere luoghi nei quali la cultura e le tradizioni si sono incistate lungo la linea del tempo rimanendo uguali a sé stesse, come testimoni fedeli e impagabili di fronte ai quali il primo sentimento umano che si prova è un misto di stupore e ammirazione. Anna Hints, giovane regista agli esordi, è andata nello sperduto angolo sudorientale dell’Estonia a documentare il rito detto della “sorellanza”.

A Vana-Võromaa, infatti, la sauna di fumo (per la quale sarebbe invero più appropriata l’espressione sauna di vapore) lungi dall’essere semplicemente un luogo in cui ritemprare il fisico attraverso le alte temperature, dà credito alla tradizione locale secondo cui la sudorazione del corpo è il mezzo col quale raggiungere una purificazione interiore, scopo raggiunto attraverso la condivisione verbale del proprio passato. A tale rito sono ammesse le sole donne, le quali, nel chiuso della sauna, con complicità tutta femminile alternano la semplice sudorazione al racconto del loro vissuto e alla recita di formule tra l’apotropaico e il taumaturgico. Così, all’insegna della condivisione paritetica e non eteronoma, sotto l’effetto del calore, si sciolgono i nodi che tengono lo spirito avvinto al passato, si libera la memoria gravata da un fatto spiacevole o, al contrario, si riacquisisce l’equilibrio attraverso il ricordo di un’esperienza gradita.

In "Smoke Sauna – I segreti della sorellanza", oltre ai corpi, gli spazi rivestono un ruolo importante. La location, che nell'esordio del film ci appare dapprima in lontananza, è costituita da un’ambiente in cui dominano il gorgoglio dell’acqua fatta bollire con l’ausilio dell’abbondante legna, poi da un laghetto in parte ghiacciato in cui immergersi tra una essudazione e l’altra, e infine da un fitto bosco che ostacola l’orizzonte. Poi c’è il vapore che si diffonde tutto attorno finchè, diradatosi, mette in luce la sauna: una piccola costruzione lignea, senza rivestimenti o insegne particolari. La macchina da presa è prevalentemente fissa, non vi è una voice over, mentre le informazioni accessorie alla diegesi sono costituite da qualche didascalia iniziale. Le attrici sono tutte, senza eccezione alcuna, non professioniste, e il casting è avvenuto tra persone che frequentano la sauna che abbiano mostrato disponibilità a parlare di sè.

Il pregio dell'opera, realizzata peraltro in economia, consiste nel linguaggio scelto per raccontare questa tradizione, soprattutto all’interno della sauna. Qui la frequente asincronia tra la donna che è inquadrata e quella che viceversa racconta è un chiaro invito allo spettatore circa la modalità con la quale va seguito il docufilm: senza cercare il volto di chi parla, ma ascoltando la voce in concentrato silenzio. Quanto alle scelte in fatto di inquadrature e fotografia, vengono in mente le sequenze finali di "Apocalypse Now" di Coppola (1979) col volto di Marlon Brando che non si mostra continuativamente per spingere lo spettatore a disporsi a una ricezione uditiva e non scopica. Anche all’interno della sauna di "Smoke Sauna – I segreti della sorellanza" volti e corpi, che non rispondono a canoni estetici, anagrafici o posturali prefissati spuntano dalla penombra caravaggesca. Non ci sono presentazioni o nomi da attribuire a monadi della sofferenza, ma spiriti accomunati in una dimensione gestaltista della purificazione: la somma delle esperienze narrate giova molto più della parola di ciascuna singola narratrice. Anche allo spettatore è implicitamente richiesta una soglia d'attenzione alta, acustica più che visiva. Nell'intento di favorire il senso dell'immersione e della condivisione spettatoriale, i suoni del film sono rigorosamente intradiegetici, con l’unica eccezione costituita dall’incipit. Il testo filmico di Anna Hints vive di contrasti: non solo tra la luce e l’ombra nel microcosmo della sauna, ma anche tra l’interno della sauna stessa e l’esterno costituito dal laghetto, dove poi il ghiaccio, metafora del trauma che deve essere sciolto, metabolizzato e superato è a sua volta opposto all’acqua. La dualità oppositiva prosegue col corpo afasico, che può essere solo inquadrato, e lo spirito aniconico, che può essere solo ascoltato.  

Per concludere, in quale genere di documentario va inserito questo film, considerato che il corpo è un suo aspettto imprescindibile? Ebbene, per quanto il corpo svolga nei documentari una funzione molto diversa da quella rivestita all'interno dei film di finzione, e dovrebbe perciò sfuggire a qualsiasi codificazione narrativa [1], privilegiando osservazione, registrazione e ricerca rispetto alle forme tipologiche dei personaggi codificati, Smoke Sauna – I segreti della sorellanza può essere annoverato tra gli esempi di docufilm incentrati sul rapporto tra corpo e tradizione folklorica, un po’ come è accaduto per alcuni documentari girati in Italia, come "La Taranta" di Gianfranco Mingozzi (1962), così come ad alcune opere di Werner Herzog particolarmente attente alla ritualità ancestrale, quali "Kalachakra, la ruota del tempo" (2003). Apprezzato in svariati festival, nel 2023 il film di Anna Hints ha vinto il Sundance Festival, è stato considerato il miglior documentario d'Europa e il miglior film estone.  

[1] Roy Menarini, Il corpo nel Cinema, Bruno Mondadori, Milano, 2020, p. 31              


01/04/2024

Cast e credits

cast:
Liis Kuresoo, Eva Kübar, Marianne Liiv, Elsa Saks, Maria Meresaar, Kadi Kivilo


regia:
Anna Hints


titolo originale:
Savvusanna sõsarad


distribuzione:
Wanted


durata:
89'


produzione:
Alexandra Film, Kepler 22 Productions, Ursus Parvus


sceneggiatura:
Anna Hints


fotografia:
Ants Tammik


montaggio:
Qutaiba Barhamji, Anna Hints, Hendrik Mägar,Martin Männik Tushar Prakash


musiche:
Eeter Edvard Egilsson


Trama
Nella penombra di una sauna a fumo, le donne condividono le loro esperienze e i loro segreti più intimi, lavando via il senso di vergogna intrappolata nei loro corpi e ritrovando le forze attraverso un senso di comunione.
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