Distribuito negli Stati Uniti da Netflix a partire dal 18 agosto e in Italia da Koch Media nel mese di novembre, “Whats Happened To Monday” si avvale della versatilità di Noomi Rapace, la quale, nell’interpretare sette versioni del medesimo personaggio si rende artefice di una performance schizofrenica e totalizzante che la vede passare da una personalità all’altra, coinvolgendo ogni aspetto delle proprie possibilità interpretative (con particolare attenzione al timbro vocale le cui diverse inflessioni aiutano a definire le peculiarità delle singole identità) nel tentativo – invero riuscito – di rendere convincente l’assunto della storia.
Come altri film targati Netflix (la realizzazione è però a cura di Raffaella De Laurentis), anche “What Happened To Monday” si presenta con un’estetica da prodotto blockbuster (per la presenza di attori famosi e per la spettacolarità tipica del genere) ma con caratteristiche da produzioni indipendenti, soprattutto per quanto riguarda le disponibilità economiche. Ciononostante il punto nodale di un film come quello di Wirkola risiede soprattutto nell’uso che il regista fa dei topoi tipici della fantascienza. Succede, infatti, che nell’impianto action-thriller della struttura narrativa le questioni legate agli sviluppi derivati dagli elementi di genere che ruotano attorno alla società immaginata da “What Happened To Monday” sono appena accennati e, si capisce dall’evoluzione della storia, destinati a incidere solamente sul piano del conflitto e delle emozioni che regolano i rapporti tra le parti. Da questo punto di vista il film di Wirkola legittima la sua etichetta di prodotto di consumo, allontanando i contenuti della vicenda da eventuali riflessioni sulle questioni del tempo presente, solitamente trasfigurate nelle forme di organizzazione sociale presenti in questo genere di film fantascienza.
Ciò non toglie che il risultato finale sia comunque gradevole e che “What Happened To Monday” sia in grado di offrire ai fan di Noomi Rapace la possibilità di ammirare il trasformismo di un’attrice che si trova a suo agio sia quando si tratta di impersonare una femminilità intrigante e pericolosa, sia quando a prevalere è il lato più mascolino ed energetico della sua personalità.
13/08/2017