Terminator Salvation

Terminator Salvation


McG

Azione, Fantascienza | Germania, Uk, Usa
(2009)
Ok, allora alla fine di “Terminator 3 – Le Macchine Ribelli”, il tanto profetizzato “giorno del giudizio” arrivava davvero: i robot provocavano un olocausto atomico, e John Connor, sopravissuto per l’ennesima volta all’attacco di un terminator arrivato dal futuro, accettava il suo destino di salvatore dell’umanità e capo della resistenza. Ma quel “domani”, quel futuro in cui uomini e macchine sono in guerra tra di loro, ancora nessuno ce l’aveva mostrato, nonostante qualche accenno in flashback nei primi due episodi. Sta qua la sfida dei produttori Mario Kassar e Andrew G. Vajna: tentare di creare una nuova mitologia partendo dal nulla, realizzare un nuovo Terminator senza IL Terminator (visto che l’immagine iconica della saga, Schwarzy, è impegnato altrove), rinverdire i fasti di una serie che rivoluzionò la fantascienza degli anni 80, e riconquistare i fan delusi dal terzo, semi parodico, capitolo.

 

Tra atmosfere post apocalittiche memori della trilogia di “Mad Max” (il deserto, le baracche in mezzo al nulla), “Blade Runner” e “Matrix” (nel design di Skynet, la città delle macchine), questo “Terminator Salvation” non inventa proprio nulla, ma è azzeccato il tono cupo, serioso e notturno (bellissima la fotografia desaturata di Shane Hurlbut), in linea con i tempi e con espliciti riferimenti al presente (confrontate gli scenari delle battaglie di questo “Terminator” con quelle del recente “The Hurt Locker” della Bigelow). Meno convincente è invece la sceneggiatura del duo Ferris – Brancato (riscritta più volte, tra gli altri pure da due golden boy come Jonathan Nolan e Paul Haggis), che arranca e non sa bene dove andare a parare. Cambia la fisionomia dell’azione, tant’è che pare più di assistere ad un film di “Guerre Stellari” che a un sequel della pellicola di Cameron (“la resistenza” alle macchine di “Terminator Salvation” sta ai “ribelli” in lotta contro l’Impero di “Star Wars”), ma il plot si riduce al salvataggio del giovane Kyle Reese, colui che nel futuro (o nel passato? Che confusione!) tornerà indietro nel tempo per salvare la madre di John Connor (anzi, finirà per concepirlo pure). Il resto è “solo” robusta azione, messa in scena dal mercenario McG (già dietro la macchina da presa per i due atroci film delle “Charlie’s Angels”) con indubbia professionalità e con ben pochi svolazzi autoriali (notevole solo il piano sequenza – digitale – della fuga di Connor in elicottero, nelle prime sequenze). Nonostante Christian Bale sia ancora una volta convincente nei panni dell’eroe senza molte certezze, spessore psicologico e ambiguità, sono riservate ad un unico personaggio, quello di Sam Worthington, un robot con il cuore di uomo che si strugge per una seconda possibilità. Tante figure femminili affollano il cast, interpretate da un cast di prim’ordine (Bryce Dallas Howard, Jane Alexander, Helena Bonham Carter), ma restano sempre sullo sfondo, appena abbozzate.

Tra vecchi effetti animatronici (il film è dedicato alla memoria del grande Stan Winston) e costose esplosioni digitali, il film intrattiene e non fa eccessivamente rimpiangere gli irraggiungibili capostipiti di Cameron, che, nonostante la ferrea volontà di tentare nuove strade, sono omaggiati a più riprese: “You Could Be Mine” dei “Guns ‘N Roses”, sorta di main theme del secondo episodio, è usata da Connor per attirare in trappola un robot, e nel finale c’è un cameo, forse dovuto, ma assolutamente gratuito, di Arnold Schwarzenegger. Ma non è veramente lui: è il suo volto, digitalizzato, ricostruito, e “inserito” sul corpo di un altro attore. Magie del computer; forse le macchine hanno già vinto.

03/06/2009

Cast e credits

Regia
McG
Titolo Originale
Terminator Salvation
Distribuzione
Sony Pictures
Durata
114'
Sceneggiatura
John D. Brancato, Michael Ferris
Fotografia
Shane Hurlbut
Scenografie
Martin Laing
Montaggio
Conrad Buff IV
Musiche
Danny Elfman
Costumi
Michael Wilkinson

Trama

La guerra tra le macchine, e gli umani, capitanati da John Connor, è iniziata
A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso