The Constitution – Due insolite storie d’amore

The Constitution – Due insolite storie d’amore


Rajko Grlić

Commedia | Croazia, Repubblica Ceca, Slovenia
(2016)

Da più di quarant’anni Rajko Grlić punta la macchina da presa sul ribollente calderone dei Balcani al fine di descrivere le dinamiche sociali di un territorio eterogeneo e complesso. I film del regista croato sono racconti concisi, leggeri, pervasi da un’ironia latente che ha finalità educative – proprio di recente, Grlić ha paragonato la propria filmografia all’agopuntura. In questa poetica espressiva si inserisce “The Constitution”, premiato come miglior film alla 40° edizione del Montreal World Film Festival. La narrazione si concentra sulla vita di quattro persone che abitano lo stesso condominio a Zagabria, divise da etnia, convinzioni politiche e preferenze sessuali. Da una parte, Vjeko è un insegnante omosessuale che vive con il padre, ex ustascia morente che gli ha trasmesso i valori tradizionali dell’estrema destra croata, ovvero nazionalismo, fascismo clericale e anti-serbismo. Al piano inferiore vivono i coniugi Maja e Ante, lei infermiera, lui poliziotto di origine serba.

La distanza fra i personaggi è sottolineata per una buona parte del film da una rigida dialettica di campo e controcampo, tesa a indicare come ciascuna figura sia afflitta da un sostanziale isolamento. Una forte diffidenza separa Vjeko, il padre e il poliziotto Ante, dovuta in parte a pregiudizi ideologici, in parte a traumi maturati in passato dagli stessi personaggi. L’aura di incomprensione e risentimento è sottolineata a livello visivo dalla persistenza di una penombra cupa, opprimente, dalla presenza ricorrente di muri e paraventi. Se il vecchio ustascia, fascista, bigotto e autoritario, è l’emblema muto e morente dei valori della vecchia Croazia, Ante e Vieko rappresentano invece la società moderna, multietnica e multisessuale. L’integrazione è possibile soltanto a condizione di una mutua apertura, e questa avviene nel film grazie a Maja. Quando Vjeko subisce un pestaggio, Maja cura lui e accudisce il padre, ottenendo in cambio la promessa che il professore aiuti il marito a superare l’esame sulla costituzione croata. L’istinto femminile, amorevole e materno, si configura quindi come elemento catartico, capace di mondare pregiudizi e violenza, favorendo l’amicizia e la cooperazione. Altra figura eminentemente simbolica è l’avvelenatore di cani, paradigma dell’odio gratuito che nutre e fomenta ogni forma di allofobia.

“The Constitution” è quindi, come ha affermato lo stesso autore, “una storia d’amore sull’odio”, che stereotipizza tipi e topoi con lo scopo dichiarato di educare e far comprendere. Il proposito è nobile, ma l’esito modesto, giacché il récit assume sin dalle prime battute un taglio didascalico. Con troppa frequenza lo svolgimento dell’intreccio riposa su dialoghi pleonastici e insistiti, o sviluppi calcolabili. Se si considera la pressoché assoluta mancanza di gag, la commedia di Grlić rischia allora di assomigliare a un pamphlet audiovisivo finalizzato a un’incisiva critica dell’ideologia xenofoba e omofoba. Purtroppo, non sempre eccellenti propositi producono film eccellenti; e se da un lato le tesi sono pienamente condivisibili, dall’altro la modalità espressiva si macchia di un’eccessiva linearità. Così, senza deviazioni e senza particolari sussulti, la narrazione traghetta lo spettatore verso un orizzonte annunciato.

In sintesi, “The Constitution” è una commedia gradevole e ponderata, la cui scarna semplicità rappresenta nel contempo il pregio e il difetto più evidente. Tra i meriti maggiori, l’indiretto ma incisivo ritratto dello spaccato sociale croato contemporaneo e l’eccellente interpretazione di Nebojša Glogovac, grande attore da poco scomparso.

06/04/2018

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