Inerte e lunghissimo (ah, le commedie di una volta), il film parte con tono leggero per poi svoltare, prevedibilmente, sui binari del sentimentalismo più facilone. Le vicende dei nove personaggi si intrecciano e si sfasciano, un po’ macchinosamente, nel corso delle oltre due ore di durata, interessando lo spettatore a corrente alternata. In una Baltimora di plastica, dove tutti sono bellissimi e hanno case da urlo, c’è chi si lascia perché il partner non vuole andare all’altare (Ben Affleck e Jennifer Aniston), chi (Bradley Cooper), nonostante una moglie perfetta e bellissima (Jennifer Connelly), è tentato dalle grazie di una sensuale istruttrice di yoga (Scarlett Johansson), c’è il brutto anatroccolo (Ginnifer Goodwin, che poi così brutta non è, anzi… ma d’altronde siamo a Hollywood) che dopo tante delusioni trova l’amore nella persona più inaspettata (Justin Long) eccetera eccetera. Il cast è lussuoso ma pare perlopiù annoiato (si salvano, in parte, l’isterica Connelly e la simpatica Goodwin), mancano ritmo e verve, non c’è una sola battuta originale riguardante la battaglia tra i sessi, e l’aria che tira è quella da sit-com tirata a lucido, in cui si salta stancamente e ripetutamente da un set all’altro.
A chi fosse veramente interessato a scoprire qualcosa di nuovo sul genere femminile e sulla sua (lenta) emancipazione, consigliamo “Vogliamo anche le rose” della nostra Alina Marazzi.
23/03/2009