Uscito nel 2001 a poche settimane dagli attentati dell’11 settembre, il primo “Zoolander” funzionò bene sia al botteghino sia con i critici, probabilmente perché fu considerato un’occasione di distrazione in momenti particolarmente difficili. Con l’uscita in home video e, soprattutto, il passare degli anni, le avventure del più famoso (e improbabile) fotomodello del mondo hanno guadagnato uno status di culto, che evidentemente ha spinto la Paramount (in Italia distribuisce la Universal) ad un’uscita per San Valentino, convinti di poter richiamare una buona fetta di pubblico. Non sarebbe certo la prima volta che il sequel (per quanto tardivo) di una commedia di successo riesce a capitalizzare sulla popolarità del predecessore. E’ ancora presto per vedere se l’idea è stata giusta ma possiamo per il momento dire che la critica non ha simpatizzato molto con l’operazione.
Il protagonista comunque è all’oscuro di tutto ciò, visto che da anni conduce un’esistenza da eremita. Ovvero da quando la sua “Scuola per bambini che non sanno leggere molto bene” è crollata miseramente (a soli due giorni dall’inaugurazione), a causa di inconcepibili difetti di progettazione. Dopo aver perso l’amata Matilda (Christine Taylor, nella vita Signora Stiller, che appare comunque fugacemente, decisione discutibile visto il contributo dato dal personaggio al primo episodio) ed essersi visto togliere la tutela del figlio Derek Jr., si è trasferito in un New Jersey straordinariamente innevato. Anche il suo nemico-amico Hansel nel frattempo ha lasciato le passerelle e vive in una Malibù alquanto desertica, dedito alle gioie dell’amore di gruppo (del quale fanno parte anche Kiefer Sutherland e la Miss Universo di Sorrentino, Madalina Ghenea).
Ma il loro esilio è destinato a finire ed è Billy Zane (già presente nella prima avventura) a convincerli (non senza grossa fatica) a tornare in quel luccicante e futile mondo di cui sono stati (si fa per dire) il simbolo. Quindi li ritroviamo nella città eterna, ingaggiati da Alexanya Atox, nuova sovrana dell’haute couture (una Kristen Wiig che sicuramente si sarà divertita nella parodia dei vari vip che hanno ecceduto nell’uso di lampade e botox), spettacolarmente abbigliata dalla costumista Leesa Evans. Tra i sinistri maneggi di Alexanya e l’aggressività di un ambiente nel quale non si riconoscono più, Derek e Hensel si perderebbero senza l’aiuto Valentina de Valente (Penèlope Cruz), ex modella di costumi da bagno e ora agente dell’interpol (dipartimento Alta Moda?!?). Valentina aiuterà anche Derek a ritrovare il figlio (cosa non troppo difficile visto che l’orfanotrofio dove vive si trova proprio a Roma) e diventerà entro i titoli di coda il suo nuovo amore.
Tra personaggi insopportabili (il Don Athary di Kyle Moonie) e altri che si rivelano al di sotto delle attese (il fotomodello Tutto incarnato da Benedict Cumberbatch), il vero problema di “Zoolander 2” è che le gag sono orchestrate seguendo la logica dell’accumulo e non tutte sono riuscitissime, anzi. Stiller e Wilson sono una coppia indubbiamente affiatata ma lo Stiller regista ha funzionato decisamente meglio in passato (si pensi a “The Cable Guy” o “Tropic Thunder”). Inoltre questo sequel non funziona neanche troppo come parodia del mondo della moda perchè non dice niente di particolarmente scomodo sull’ambiente e questo lo si capisce anche dal fatto che molti stilisti abbiano deciso di apparirvi.
12/02/2016