Se non ci fossero loro, infatti, Peggy Hogdson, madre single che non se la passa propriamente bene, e i suoi quattro figli (Margareth, Johnny, l’adorabile Billy e soprattutto Janet) continuerebbero a essere perseguitati dal fantasma del signor Wilkins, settuagenario ex-inquilino dello stabile che evidentemente non gradisce i nuovi arrivati.
Tra coperte che saltano, letti che si muovono, cantine che si allagano, televisori impazziti, ragazzine possedute e giocattoli che si azionano da sé nel bel mezzo della notte, ce n’è abbastanza da perdere il sonno. Ma i prodi Warren, in missione per conto di Dio (per dirla come in un film che con le storie di fantasmi ci entrava poco), riescono a sistemare le cose e a regolare i conti con una, si fa per dire, vecchia amica. Wan si prende i suoi tempi (il film dura la bellezza di 134 minuti) e di certo l’originalità non è il forte di un progetto così. Al di là dei riferimenti a classici del passato (“L’esorcista” su tutti), senza dimenticare titoli recenti già divenuti popolari (“Babadook“, richiamato nella figura dell’omino sciancato), è difficile non respirare un’aria da prodotto derivativo. E allora come si spiega la fortuna, anche critica, del film? Semplicemente col fatto che James Wan è un regista capace, che conosce i meccanismi della suspense, sa gestire egregiamente gli spazi e il pubblico si diverte a farsi spaventare, come tanto tempo fa si divertiva di fronte alle trovate del pioniere William Castle. Infatti, spesso e volentieri durante le proiezioni dei suoi film l’atmosfera è caratterizzata da un miscuglio di urla e risate. Regista e sceneggiatori (Corey e Chad Hayes) non ignorano che i casi dei Warren siano stati spesso tacciati di ciarlataneria, ma liquidano sbrigativamente il tutto come prevedibile miscredenza; l’ambiguità non trova asilo in certe opere. Invece le accuse mosse agli Hogdson di essersi inventati tutto per attirare l’attenzione mediatica e ottenere qualche aiuto diventano un elemento della trama ma senza esagerare: gli spettatori pagano per vedere una ragazzina perseguitata da un poltergeist, mica una che se lo inventa!
Wilson e Farmiga sono due attori che piacerebbe vedere sempre sullo schermo, anche se i ruoli dei due acchiappa-fantasmi non richiedono loro più di tanto. Vista la popolarità di questi titoli, i due continueranno però a parteciparvi ben volentieri. Nei ruoli secondari ragazzini alle prime armi che appaiono funzionalmente atterriti, ma anche nomi conosciuti come Franka Potente, Frances O’Connor, Maria Doyle Kennedy e Simon McBurney. Essendo però un horror, a spiccare sono soprattutto i baubau, in particolare la suora demoniaca che ricorda Marilyn Manson e perseguita la signora Warren, è una figura che entra di diritto nella galleria di figure più memorabili del cinema di genere recente, degna compare del mostro di “Insidious”. Se un giorno Wan e il suo team decidessero di studiare un cross-over in cui i due appaiono insieme, probabilmente per il pubblico una bella dose di salti sulla sedia e risate sarebbe assicurata!
25/06/2016