Per chiunque ami il cinema, il palinsesto della settimana natalizia rimane sempre una garanzia. Complici il freddo e i tradizionali piaceri del convito familiare, capita che ci si rinchiuda tra le pareti domestiche, bramosi di gustare quanto di meglio la memoria cinematografica abbia da offrirci. Ecco, allora, instaurarsi, tra i canali, una strenua lotta al fine di procacciarsi le nostre attenzioni di esigenti spettatori, esibendo quanto di meglio popoli i loro archivi. Se, però, la tradizione imporrebbe un ostinato recupero dei classici – cos’è, in fondo, più natalizio di un film sedimentato nei ricordi d’infanzia? – il palinsesto di quest’anno non manca di alternare, a quelli più tradizionali, titoli di un passato recente, che hanno già avuto modo di diventare, a loro modo, dei classici contemporanei. Alla “Mary Poppins” di Stevenson e alle “Sette spose per sette fratelli” di Stanley Donen si affiancano, così, lo sguardo ferito di Adele, le incognite morali di Burce Wayne e il ghigno beffardo del generale Marquis Warren. Il tutto mentre un monumentale Clint Eastwood ci intima, fucile alla mano, di stare alla larga dal suo terreno. Buon Natale!