Anzi, ai campi di battaglia. Solo che il percorso di discesa dalle altezze interstellari fino ai luridi battlefield corrisponde a un inversamente proporzionale aumento della qualità delle pellicole, mentre si passa dalla sci-fi gradevole di “Passengers” alle vette del war movie di Kubrick. Interessante come questo moto di accompagni anche al miglioramento della qualità dei film quanto più ci si allontana dal presente (con pochissime vere eccezioni), culminando nel post/anti/avant-western di Sam Peckinpah. Speriamo che questo non sia un cattivo augurio per il futuro del cinema.