Certo, ascoltando la raccolta di canzoni e musiche assemblate dal regista assieme ai produttori Skip Williamson e Brian McNelis l’idea di trovarsi di fronte all’epopea di un “gigante di ferro” che tenta di farsi di carne è ancora più forte. All’insegna di coordinate musicali sintetiche, fredde, chirurgiche, la colonna sonora di “Drive” si apre con “Nightcall” (si ascolta durante i titoli di testa, ed era presente anche nell’inedito legal thriller “The Lincoln Lawyer”) di Kavinsky (ovvero il dj francese Vincent Belorgay) & Lovefoxxx, non a caso scritta da uno dei due Daft Punk (Guy Manuel Homem Cristo), electro pop in pieno recupero delle atmosfere kraut-rock anni 80.
Il synth-pop dei Desire con “Under Your Spell” (la scena della festa per il ritorno di Standard) pare provenire dagli stessi anni, così come “A Real Hero” dei francesi College, vero e proprio leit motiv della pellicola, in cui, non fosse chiaro il concetto, si canta “Be a real human being”. Oltre alla tesa suite di elettronica minimalista dei Chromatics (“Tick of the Clock”, la versione originale sfora i 17 minuti complessivi), c’è spazio anche per l’inserimento “tarantiniano” di “Oh My Love” di Riz Ortolani (assieme alla voce della moglie Katyna Ranieri) direttamente dalla colonna sonora di “Addio Zio Tom” del 1979.
Coerentemente le musiche di Cliff Martinez (tra le altre cose, ex-batterista dei Red Hot Chili Peppers e di Captain Beefheart) seguono lo stile dei brani sopracitati, confermando il momento di grazia del compositore americano dopo il pregevole score per “Contagion” di Soderbergh.
“I Drive” e “Wrong Floor” sono pacate suite ambient che ricordano i lavori di Brian Eno in dischi come “Music for Films”, mentre “After the Chase”, “Skull Crushing” e “On The Beach” riescono a creare con pochi elementi sonori un atmosfera raggelante e perennemente sul punto di esplodere. “Hammer”, “Where’s the Deluxe Version?” e la conclusiva “Bride of Deluxe” sfociano invece in code elettroniche ritmate e sognanti vicine al suono di band come M83, Air e Royksopp, anche se l’influenza maggiore è quella del Vangelis di “Blade Runner”.
A conti fatti una colonna sonora assolutamente funzionale alle immagini, sicuramente tra le più memorabili degli ultimi anni.