La vita va così

La vita va così


Riccardo Milani

Commedia | Italia
(2025)

L’individualità o la collettività? Il progresso o la memoria? Cosa è sacrificabile e cosa non siamo disposti a lasciare per nessuna motivazione? “La vita va così” è ambientato in Sardegna e la sua narrazione abbraccia diversi decenni, affrontando uno dei temi più ricorrenti del cinema italiano contemporaneo: la divisione tra Nord e Sud, geografica ma anche antropologica. Fin da “Benvenuto Presidente!” e “Come un gatto in tangenziale“, la cifra che distingue Milani è usare l’ironia per indagare il dramma celato dietro l’apparente semplicità dei rapporti sociali. La commedia di Milani, però, qui si evolve verso una riflessione più ampia.

Il fulcro del film è il contrasto tra Efisio Mulas, un pastore sardo visceralmente legato alla sua terra e alla sua casa (“furriadroxiu”: tornare a casa), e Giacomo, un imprenditore del nord che decide di trasformare Bellesamanna, una delle spiagge “più belle del mondo” e dove Efisio porta la sua mandria di mucche, in un hotel a cinque stelle. Tra loro, ci sono personaggi femminili che incarnano le tensioni del presente: Francesca, la figlia di Efisio, non è solo una donna temeraria, ma anche una figlia che incarna i valori del padre. Il suo legame con la terra e la comunità, la rende una continuazione del mondo di Efisio e con le nuove generazioni. Giovanna, (Geppi Cucciari) caratterizzata da un forte senso di giustizia, diventa un personaggio chiave per la vicenda.

La dialettica Nord/Sud, che attraversa direttamente o indirettamente tutta la filmografia di Milani, funge dunque da punto di riferimento. Il Nord è messo in scena secondo la logica del profitto, della forzata necessità di avere sempre una progettualità economica. Invece il Sud è ritratto con un senso di memoria, orgoglio, radicamento, ma anche riconoscenza e resistenza. Il regista illustra la distanza che separa due visioni del mondo: da un lato, una persona che calcola il valore delle cose solo in termini economici; dall’altro, una persona che scopre nella terra una un’eredità che non può essere venduta.

In Efisio, Giuseppe Ignazio Loi ripropone un personaggio di forte intensità: un uomo che parla in modo breve e rabbioso, liquidando tutti con poche frasi o poche parole, rude e che si esprime in modo diretto, ma che lascia ai suoi gesti la funzione rilevatrice di ciò che incarna e di ciò che gli è più caro. Aldo Baglio fornisce una delle sue migliori performance nel ruolo di Mariano, il palermitano inviato dalla compagnia italiana per convincere Efisio a cedere la casa. Inizialmente distaccato e saccente, il suo personaggio si trasforma in comprensivo e vulnerabile. Nei panni di Giacomo, Diego Abatantuono offre un’interpretazione sospesa tra cinismo e fragilità.

Tematicamente, “La vita va così” descrive il progressivo deterioramento del senso di appartenenza. La promessa di felicità, visibilità e successo è implicita nel denaro, che è una forza disgregante in grado di ridefinire e rimodulare le relazioni sociali e familiari. Emerge un’indagine sulla storia del progresso e sulla perdita di radici dell’Italia moderna. Dopo anni di pressioni e compromessi, il silenzio di Efisio si trasforma in un quesito rivolto al pubblico: cosa siamo disposti a sacrificare per il bene del futuro?

Le criticità convergono nel tenore del racconto, che attraversando e affrontando un tema visto e rivisto cade spesso nel luogo comune. Questa netta e stereotipica contrapposizione tra Nord e Sud porta a eleggere un buono e un cattivo. Manca un dialogo, una  migliore descrizione delle sfumature della realtà. Nonostante le buone interpretazioni, va un po’ a perdersi la credibilità di personaggi e della storia.  

18/10/2025

Cast e credits

Titolo Originale
La vita va così
Distribuzione
Medusa Film
Durata
118'
Produzione
Our Films, Wildside
Sceneggiatura
Riccardo Milani, Michele Astori
Fotografia
Saverio Guarna, Simone D’Onofrio
Scenografie
Marta Maffucci
Montaggio
Patrizia Ceresani, Francesco Renda
Musiche
Moses Concas
Costumi
Alberto Moretti

Trama

In una Sardegna sospesa tra tradizione e modernità, il pastore Efisio Mulas rifiuta di vendere la propria terra a un gruppo immobiliare deciso a costruire un resort di lusso. Attorno a lui, la comunità si divide tra chi sogna il progresso e chi teme di perdere la propria identità. Tra padri, figli e ideali in conflitto, la storia attraversa vent’anni di cambiamenti, raccontando con ironia e tenerezza la difficile scelta tra radici e futuro.
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