The Illusionist

The Illusionist


Neil Burger

Drammatico, Fantastico | Usa
(2006)

“The Illusionist” è per certi versi un film d’altri tempi. Un film che può stupire, nel panorama concitato di produzioni alla Bruckheimer per la sua semplice ed efficace linearità, per i contenuti e per la messinscena precisa, di mestiere e classicheggiante. Ambientata nella Vienna dei primi del novecento, splendidamente ricostruita e fotografa sotto un costante velo di nebbia, la pellicola di Burger (al suo secondo film) racconta la storia d’amore tra il mago Eisenheim, strepitoso illusionista, e la promessa sposa del principe Leopoldo.

È l’amore impossibile ad essere “fotografato”, in questa pellicola. “The Illusionist” non è un thriller a incastro, non è un giallo, non è “The Prestige” – geniale opera di Nolan dello stesso anno e di simile ambientazione ma assolutamente imparagonabile  -, è una semplice quanto “piena” storia d’amore. L’efficacia della recitazione dei protagonisti – su tutti Giamatti, caratterista eccezionale – conferisce al racconto veridicità e lo contorna di sentimento. Vienna è fotografata come non mai, brumosa e costantemente virata su intense variazioni di grigio e possiede una “cromatura” molto più fulgida di altre produzioni contemporanee nelle quali l’immagine è abbondamente saturata.

Norton, attore eclettico e capace di adattarsi a molti ruoli, interpreta con passione un “perdente” di talento, nato per soffrire ma così innamorato da ottenere, forse, quello che merita. Indipendentemente dalla trama, dall’esito della magia, del trucco scenico ordito dal mago, è la morale ultima a sottendere “The Illusionist”. Morale facile, spicciola, ma efficace: l’amore non muore mai.

Un film per romantici, ma anche per coloro che vogliono vedere una piccola opera intelligente, non poi così scontata e recitata molto bene. Menzione doverosa per le splendide musiche, minimali, d’atmosfera e per almeno una sequenza veramente “magica”. Insomma, uno sguardo che ripaga sicuramente il biglietto.

28/08/2009

Cast e credits

Titolo Originale
The Illusionist
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
110'
Produzione
Yari Film Group
Sceneggiatura
Neil Burger
Fotografia
Dick Pope
Scenografie
Ondrej Nekvasil e Petra Habova
Montaggio
Naomi Geraghty
Musiche
Philip Glass

Trama

Nella Vienna dei primi del Novecento il mago illusionista Eisenheim si innamora, ricambiato, della promessa sposa del principe Leopoldo. Solo l'amore e la magia riusciranno a far trionfare il loro sogno
Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione

L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Digger
Digger

Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi