Red Sparrow

Red Sparrow


Francis Lawrence

Drammatico, Spionaggio, Thriller | Usa
(2017)

red sparrow recensione

Francis e Jennifer, i due Lawrence, condividono la loro parentela (unicamente) lavorativa dai tempi della saga Hunger Games negli ultimi tre atti, dunque hanno instaurato un rapporto tale da poter, dice il regista, confrontarsi sul final cut e sulle scene che avrebbero potuto mettere a disagio l’attrice premio Oscar. Collaborazione reciproca per i due sul tema del corpo femminile che permette a Jennifer Lawrence di confrontarsi con il nudo quale debolezza o arma, confinato in sprazzi di erotismo che intercedono per un thriller votato interamente allo spionaggio e al dramma amoroso. Scordatevi i balletti in piano sequenza di “Atomica bionda” o i gigionismi ipertroficamente action di Ethan Hunt.

Dominika è la prima ballerina del Teatro Bolshoi, finché un incidente che tronca la sua carriera artistica la avvicina per necessità alla SVR, l’intelligence russa. Usata inconsapevolmente come esca per un omicidio, sarà costretta ad arruolarsi nel gruppo scelto degli “sparrows”. Suo malgrado, Dominika interessa allo Stato russo per la sua bellezza, arma addestrata alla seduzione e alla manipolazione, ma nel tentativo di estorcere informazioni a un agente della Cia capirà di aver bisogno del suo aiuto. Non è intenzione di Francis Lawrence fare di “Red Sparrow” un thriller erotico, dunque i toni si fanno seri e politici, le situazioni costantemente pericolose in un dosaggio discontinuo di tensione. La storia si concede un ritmo lento, necessario alla trama per intrecciare e confondere, assumendo un aspetto internazionale nel vortice di viaggi tra Budapest, Mosca, Londra e Vienna. Invece di diluirsi nei suoi elementi essenziali e restringere il minutaggio con un montaggio maggiormente serrato, “Red Sparrow” procede per dialoghi, troppo spesso superficiali e generalizzanti, imbolsendo ulteriormente l’aspetto maggiormente stereotipico del film: la contrapposizione dei blocchi Est e Ovest, in cui a fare la parte del tiranno dittatore è irrimediabilmente Mosca.

“Red Sparrow” sposta la Guerra Fredda ai giorni nostri, senza aggiornare il suo linguaggio critico e impoverendo l’universo di personaggi credibili edificato, impelagandosi in un brutta propaganda reazionaria. Perché, superata la fase di addestramento che può dirsi l’unico momento fuori luogo in cui i toni sembrano tornare allo young adult di un “Hunger Games” qualsiasi, il resto del film viene girato con mano incredibilmente capace, concedendosi pochi vezzi autoriali, ma giocando con la messa in quadro, sia nelle scene di raccordo con campi lunghi persi nella foschia o tra soffocanti costruzioni spigolose, sia nelle scene concitate. La mdp valorizza Jennifer Lawrence, la quale si dimostra coinvolta e capace anche nello svestire il corpo, leit-motiv che perde progressivamente di valore e rimane voyerismo spettatoriale.

Il mondo politico di “Red Sparrow” è violento e ambiguo, algido come la sua fotografia, non lesina sul sangue e imbruttisce, con furbizia calcolata, anche i corpi apparentemente così perfetti di Hollywood. L’intreccio si risolve divertito attraverso un’impennata narrativa sul finale, ma a non convincere sono i toni ardentemente filo-patriottici della pellicola, gli stessi che si rimproverano a un governo russo opprimente e fallacemente antagonista.

02/03/2018

Cast e credits

Titolo Originale
Red Sparrow
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
139'
Produzione
Chernin Entertainment
Sceneggiatura
Justin Hayte
Fotografia
Jo Willems
Scenografie
Maria Djurkovic
Montaggio
Alan Edward Bell
Musiche
James Newton Howard
Costumi
Trish Summerville

Trama

Dominika si rompe una gamba e perde il suo posto di prima ballerina. La necessità ne farà una "sparrow" al servizio dell'intelligence russa.
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