Hunger Games – La ragazza di fuoco

Hunger Games – La ragazza di fuoco


Francis Lawrence

Azione, Fantascienza | Usa
(2013)
Nonostante il clamoroso successo di pubblico (negli Usa), i produttori del franchise “The Hunger Games” devono aver preso atto dei difetti che inficiavano la prima pellicola. E così per la seconda parte della saga (divisa in tre capitoli, di cui l’ultimo, “Il canto della rivolta”, arriverà in sala in due film separati -com’è di consuetudine oggi- a novembre 2014 e 2015) si è proceduto ad un sostenuto restyling dello staff artistico e tecnico. Via il regista Gary Ross con i suoi vezzi autoriali e “adulti” (a partire dal fastidioso utilizzo della macchina a mano), dentro il più anonimo Francis Lawrence (videoclipparo autore di “Io sono leggenda” e “Come l’acqua per gli elefanti“), e ricambio totale anche per quanto riguarda gli sceneggiatori: al posto del già citato Gary Ross e Billy Ray è il turno del richiestissimo Michael Arndt (“Toy Story 3“, “Little Miss Sunshine”) e Simon Beaufoy (“Full Monty”, “The Millionaire“). La differenza si sente.

Certo, il materiale di partenza è intoccabile, come capita spesso nell’adattare romanzi con alle spalle oltre trenta milioni di copie vendute. Il libro di Suzanne Collins, “La ragazza di fuoco” (“Catching Fire”) è portato sullo schermo senza tralasciare nessuna virgola, e ciò si traduce ancora una volta in una durata monstre (quasi due ore e mezzo) abbastanza ingiustificata, di cui si sarebbe potuto senza dubbio sfoltire qualche passaggio (e personaggio) in eccesso. Se non altro il nuovo team di realizzatori lavora meglio del precedente, confezionando uno spettacolo più teso e compatto. L’impressione di fondo resta quella di un giocattolone per teenager che vorrebbe parlare di temi altisonanti senza crederci più di tanto, ma spostando l’attenzione dalla mortale arena in cui i “tributi” concorrono finché “non ne resterà solo uno” ai tumulti che sconvolgono i distretti di Panem, il film di Lawrence si allontana dalla struttura da videogame caciarone della precedente pellicola, e cattura maggiormente il coinvolgimento del pubblico. Le psicologie dei protagonisti sono meglio definite, così come affiora con maggior precisione la visione distopica di un futuro non troppo lontano in cui si inscenano imponenti spettacoli televisivi per allontanare lo sguardo delle masse dai problemi “reali”. Così, la giovane Katniss (la sempre intensa Jennifer Lawrence) da vittima suo malgrado del giogo del despota di Capitol City (il viscido Presidente Snow interpretato da Donald Sutherland, aiutato questa volta dal non meno sgradevole Philip Seymour Hoffman), inizia ad essere conscia della sua natura di leader e combattente, ergendosi a simbolo, la ghiandaia imitatrice, della ribellione che inizia a pervadere i cuori degli abitanti dei dodici distretti. La lotta di “classe” tra i poveracci sacrificati davanti all’obiettivo di una telecamera, e i ricchi di Capitol City (che vomitano per poi abbuffarsi di nuovo di cibo, non fosse chiara la metafora) si colora così di nuovo significato e appassiona maggiormente rispetto alla prima parte.

Spaccato in due sezioni distinte, “La ragazza di fuoco”, perde quota e interesse quando i tributi vincitori delle passate edizioni degli “Hunger Games” si trovano costretti nuovamente a combattere nell’arena piena di trappole e minacce: allora, tra nebbie velenose e scimmie assassine, il film perde il suo fascino per trasformarsi nella solita avventura arcade vittima di troppi effetti digitali (implementati e migliorati rispetto alla pellicola di Gary Ross) in cui si sa già dal principio chi ne uscirà vincitore. Prima di un colpo di scena conclusivo, che ribalta situazioni e parti, e rimanda diabolicamente alla visione della terza puntata, quasi ci trovassimo all’interno di un serial televisivo.

Senza urlare al miracolo come è stato fatto in patria (e dove il film sta ancora una volta infrangendo ogni record d’incasso), questo secondo episodio di “The Hunger Games” è senza dubbio un bel passo avanti rispetto alla pellicola precedente. Vedremo se Francis Lawrence, già confermato alla regia dei film successivi, saprà mantenere le promesse.

Sui titoli di coda nuovi brani di Coldplay, Of Monsters and Men e The Lumineers. Ma nell’astuta colonna sonora, curata da Alexandra Patsavas (dei vari “Twilight“), trovano spazio anche The National, Patti Smith, Antony and the Johnsons, Ellie Goulding e tanti altri.

29/11/2013

Cast e credits

Titolo Originale
The Hunger Games: Catching Fire
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
146'
Sceneggiatura
Simon Beaufoy, Michael Arndt
Fotografia
Jo Willems
Scenografie
Philip Messina
Montaggio
Alan Edward Bell
Musiche
James Newton Howard
Costumi
Trish Summerville

Trama

La vittoria di Katniss ai 74esimi "Hunger Games" ha scatenato una serie di rivolte nel distretto di Panem. Per sedare le agitazioni, il viscido Presidente Snow cerca di far screditare la giovane, e obbliga lei e l'amico Peeta a concorrere nella nuova edizione degli Hunger Games, dove dovranno fronteggiare i vincitori di tutte le passate edizioni dei mortali giochi.   
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