Submergence

Submergence


Wim Wenders

Melodramma, Thriller | Francia, Germania, Spagna
(2017)

L’ultimo film del regista tedesco, “Submergence”, vuole essere una storia che affronta il tema dell’amore e della speranza a diversi livelli.

Innanzi tutto, è una storia d’amore tra un uomo e una donna che s’incontrano per caso, divisi dallo spazio e dal tempo. James è un agente dell’MI6 inglese che sta organizzando una missione in Somalia, mentre Danielle è una scienziata che vuole trovare la vita nelle profondità oceaniche, lì dove la luce non arriva, nel buio più profondo. Il loro incontro avviene negli ambienti lussuosi di un albergo esclusivo in riva al mare del Nord, in Francia, vicino a Dieppe. Il rapporto tra loro dura pochi giorni, vissuti intensamente, di due persone che sono totalmente prese dal loro lavoro e che scoprono un sentimento e una passione diversa dagli scopi che sono alla base delle loro esistenze.

Il ricordo di quei giorni farà sopravvivere James che, appena messo piede nello stato africano con la copertura di creare una rete idrica a Chisimaio, viene catturato dai jihadisti che stanno preparando degli attentati da effettuare in Europa. Danielle, invece, si struggerà nell’impossibilità di mettersi in contatto con l’amato, presa da attacchi di ansia tra l’abbandono possibile dell’uomo e la paura di non riuscire nella spedizione scientifica che la porterebbe a un articolo su Nature.

La narrazione si sviluppa attraverso un montaggio parallelo tra la storia di Danielle in mare aperto e James nelle prigioni africane in cui s’innestano continui flashback di sequenze all’interno dell’albergo per mostrare la loro storia d’amore. è principalmente l’uomo che si trasforma in narratore intradiegetico perché è da lui che partono i ricordi più numerosi sul passato prossimo del loro incontro.

L’altro livello di amore è quello per in nostro pianeta che è rappresentato per sineddoche dai due protagonisti. Così, con Danielle Wenders parla allo spettatore della bellezza della natura e della preservazione della vita marina, impostando un discorso che in qualche modo si fa portavoce della difesa del pianeta bistrattato da un’economia che lo sta sfruttando e depredando. La salvaguardia dei mari vuol dire preoccuparsi del futuro della Terra e della vita che in esso scorre. James, in contrapposizione, diventa il simbolo per mostrare come le guerre siano un altro fronte di distruzione della civiltà, uno scontro che porta solo morte e distruzione. L’amore per la Terrà diviene una narrazione etica in contrappunto con l’amore passionale tra Danielle e James.

Wenders, negli ultimi anni, si è dedicato a documentari che gli hanno permesso una seconda vita artistica con risultati notevoli – citiamo come esempi “Pina” e “Il sale della Terra” – mentre le sue pellicole di finzione hanno registrato un continuo decadimento verso un cinema ricercato e didascalico. “Submergence”, purtroppo non fa eccezione.

Se la fotografia di Benoît Debie, che gioca con i chiaroscuri degli interni e una luce abbagliante negli esterni con colori pastello sempre molto caldi, e la musiche di Fernando Velázquez sono ariose e sostengono molte sequenze, quello che infastidisce e il continuo e costante filosofeggiare dei due protagonisti che parlano di vita, morte, scienza e religione come si stesse assistendo a una lezione scolastica.

Wenders vorrebbe mostrare un’”immersione” (la traduzione di “Submergence”) non solo fisica – quella nelle acque da parte di Danielle e quella di James nel delirio della prigionia – ma anche metafisica nelle profondità dell’animo umano non riuscendoci mai, rimanendo anzi su una superficie estetizzante che proprio la bellissima fotografia e la debordante colonna sonora, a conti fatti, si rendono complici nella forma in una sostanza dei contenuti troppo esplicita e dichiarata.

Così dalle citazioni di John Donne e il suo poema “Nessun uomo è un’isola” alle spiegazioni scientifiche tra vita basata dalla fotosintesi e quella che si fonda sulla chemiosintesi (in mancanza di luce), la chimica, appunto, prodotta dall’amore tra James e Danielle, diventa elemento che permette loro di tenersi in contatto al di là del tempo e dello spazio. Wenders costruisce un melodramma ma lo infarcisce di filosofia metafisica e di temi scientifici e politici creando un’opera ipertrofica che, alla fine, il regista non riesce ad amalgamare e controllare.

24/08/2019

Cast e credits

Titolo Originale
Submergence
Distribuzione
Movies Inspired
Durata
112'
Produzione
Lila 9th Productions
Sceneggiatura
Erin Dignam
Fotografia
Benoit Debie
Scenografie
Thierry Flamand
Montaggio
Toni Froschhammer
Musiche
Fernando Velazquez
Costumi
Bina Daigeler

Trama

James è un agente del servizio segreto inglese sotto copertura in procinto di partire per la Somalia per individuare una cellula di terroristi dell’Isis, mentre Danielle è una biomatematica che si sta preparando per una spedizione scientifica nel Mar Artico. S’incontrano in un lussuoso albergo in Normandia e s’innamorano. Il ricordo di quei giorni di passione e della promessa d’amore li accompagneranno nei loro viaggi e sarà un modo per mantenersi vivi.
Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione

L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Digger
Digger

Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi