And Then We Danced | Film | Recensione | Ondacinema

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recensione di Luca Sottimano
7.5/10

And Then We Danced

"Nella danza georgiana si performa la mascolinità, non c’è spazio per la sessualità". Mentre guida i suoi allievi, l’insegnante della National Georgian Ensemble mette subito in chiaro i punti fermi. Il clima da caserma imposto rende la compagnia un microcosmo della chiusa società del suo Paese, in cui la rigida disciplina serve a favorire l’irreggimentazione e l’espulsione di qualsiasi aspetto che non si conforma ai loro canoni. Nella prima scena, a Irakli (Bachi Valishvili), nuovo arrivato chiamato come sostituto, viene infatti ordinato di posare l’orecchino. La sua apparizione attira però l’attenzione e conquista fin da subito il giovane ballerino Merab (Levan Gelbakhiani).

Attraverso la costante alternanza tra inquadrature oggettive e soggettive di Merab, che ne evidenziano lo sguardo fanciullesco e spaesato, la regia aderisce alla sua visione del mondo. E lo segue così nel suo coming of age in cui la liaison con Irakli, scandita dal passaggio delle stagioni, lo porta alla difficile accettazione di sé e soprattutto a mettere in discussione tutti i principi fino ad allora accettati senza riserve. Levan Akin descrive i sentimenti più che la passione, soffermandosi sulla dilatazione del desiderio, sulla sua soddisfazione sempre posticipata, per le emozioni trattenute, i sorrisi e le battute che loro si scambiano prima che un brusco stacco li interrompa per passare a una scena successiva. Anche quando finalmente i loro corpi si uniscono, emerge una carnalità e un’intimità che rimane sempre pudica, guardando a quanto fatto da Luca Guadagnino in "Chiamami col tuo nome". Richiamato anche dal viso e i ricci arruffati di Levan Gelbakhiani, come quelli di Timothée Chalamet, così come dalla scena in cui questi mangia un melograno con la voracità che corrisponde al suo piacere sessuale da appagare.

Nel percorso di crescita dei personaggi, giocano un ruolo cruciale la danza e la musica, in primo luogo come veicolo con cui Merab e Iraki si conoscono per la prima volta e con cui riescono a comunicare in modo diretto e sincero. Quanto quella tradizionale che si performa alla National Georgian Ensemble incarna "lo spirito della nazione georgiana", altre forme ne fungono da chiave di rottura: quando i giovani ballerini escono dalla palestra, cominciano a ballare sfrenati sotto la musica pop per le strade e sotto quella techno in discoteca, esprimendo una vitalità che trasmette libera espressione di sé, svincolata dalle coreografie standardizzate, diventando mezzo di eversione dalle imposizioni della società.

Akin rende in modo vibrante la fisicità dei suoi personaggi, dalla fragilità all’euforia, evitando di ridurre il plot a una semplice "gay love story" e di sconfinare nei territori del pamphlet anti-omofobo. Di cui del resto avrebbe potuto sentire l’urgenza: il film, presentato nella sezione "Quinzaine des Réalisateurs" del Festival di Cannes 2019, è stato oggetto di diverse proteste al momento dell’uscita nelle sale in Georgia (a Tbilisi il primo timidissimo gay pride si è celebrato solo nel 2019). La Chiesa Ortodossa lo ha disapprovato pubblicamente, gruppi ultraconservatori hanno minacciato di annullare la proiezione del film a Tbilisi e Batumi. L'8 novembre, il Ministero degli Affari Interni ha mobilitato le truppe di polizia presso il Cinema Amirani per impedire l’ingresso del pubblico, senza riuscire però a sospendere la proiezione.


09/03/2021

Cast e credits

cast:
Levan Gelbakhiani, Bachi Valishvili, Giorgi Tsereteli, Ana Javakhishvili


regia:
Levan Akin


titolo originale:
Da chven vitsek'vet


distribuzione:
TriArt Film


durata:
105'


produzione:
French Quarter, Film Takes, Film AMA Productions


sceneggiatura:
Levan Arkin


fotografia:
Lisabi Fridell


montaggio:
Levan Akin, Simon Carlgren


costumi:
Nini Jincharadze


musiche:
Zviad Mgebry


Trama
Merab è un ballerino devoto che si è allenato per anni con la sua partner Mary per un posto nel National Georgian Ensemble. L'arrivo di Irakli, chiamato come sostituto e dotato di una forma perfetta, gli fa perdere l'equilibrio, scatenando sia un'intensa rivalità che un desiderio romantico che potrebbero portarlo a rischiare il suo futuro nella danza...
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