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recensione di Claudio Zito
7.0/10
Il giovane poeta Lorenzo Da Ponte (Lorenzo Balducci), ebreo convertito a prete cattolico, massone e libertino, è condannato a quindici anni di esilio da Venezia. Raccomandato da Casanova, si reca a Vienna, dove diventa librettista di un "Wolfi" Mozart (Lino Guanciale, debitore dell'"Amadeus" di Hulce/Forman) desideroso di comporre qualche opera in italiano. Dopo il successo de "Le nozze di Figaro", lo scrittore si accinge a realizzare un ennesima edizione del "Don Giovanni", inserendovi molteplici riferimenti autobiografici.

Il vecchio Saura è consapevole che per rappresentare un ambiente altolocato di un epoca remota e imperiale un certo classicismo di fondo è indispensabile. Tuttavia, è in grado aggirare gli ostacoli della recitazione balbettante e tendente all'accademia dei suoi attori (con le loro facce troppo da copertina) e il convenzionale espediente del campo/controcampo dei dialoghi, inevitabilmente letterari, trascendendo tali aspetti e sorprendendo lo spettatore con uno stile moderno e frizzante, inaspettatamente efficace, specie nell'incipit veneziano, malgrado l'abuso di primi piani e di dissolvenze incrociate.

Davvero notevole si rivela la composizione cromatica imbastita dal fuoriclasse Storaro, mentre precisi e puntuali appaiono i movimenti di macchina, volti a cogliere con versatilità tensioni (è il caso della lenta carrellata all'indietro che accompagna in maniera inquietante l'inquisitore che, passeggiando a fianco di Lorenzo, lo minaccia velatamente), piuttosto che sfumature psicologiche (l'agilità, la precisione, la rapidità con cui viene sottolineato il fermento sentimentale del protagonista e delle sue amate). Ma azzeccatissimo è soprattutto l'uso della sovrimpressione come montaggio interno dei vari piani del (non sempre fluido)(meta-)racconto: la vita reale di Da Ponte, la vicenda narrata dall'opera (che ne è, appunto, una proiezione), la messa in scena e in musica della stessa.

L'ampio spazio generosamente concesso ai brani del dramma giocoso mozartiano, che subentrano gradualmente all'extradiegetica "Estate" di Vivaldi, fa di "Io, Don Giovanni" un appuntamento imprescindibile per tutti i melomani, ponendolo quasi agli antipodi rispetto al "Puccini" di Benvenuti. Peccato che rischi di subirne la medesima sorte: essere consegnato all'oblio da una distribuzione del tutto inadeguata.

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Cast e credits

cast:
Lorenzo Balducci, Tobias Moretti, Elena Cucci, Lino Guanciale, Ennio Fantastichini


regia:
Carlos Saura


distribuzione:
Lucky Red


durata:
127'


produzione:
Edelweiss Cinematografica


sceneggiatura:
Carlos Saura, Raffaello Uboldi, Alessandro Vallini


fotografia:
Vittorio Storaro


montaggio:
Julia Juaniz


costumi:
Birgit Hutter


musiche:
Nicola Tescari


Trama
Venezia, 1763. Lorenzo Da Ponte è un ebreo convertito, ordinato sacerdote ma cresciuto a immagine e somiglianza di Giacomo Casanova. Compone versi contro la Chiesa,  si dà al gioco d'azzardo e all'adulterio. Denunciato da un tipografo, viene condannato dall'Inquisizione a quindici anni di esilio. Casanova, persuaso del talento letterario del suo protetto, lo raccomanda a Vienna ad Antonio Salieri, ma il sodalizio artistico sarà col cagionevole e talentuoso Mozart. Diviso tra la passione di un soprano e l'amore di una giovinetta, Lorenzo scriverà il libretto di un ennesima versione del Don Giovanni