CAST & CREDITS

cast:
Casey Affleck, Michelle Monaghan, Ed Harris, Amy Ryan, Morgan Freeman

regia:
Ben Affleck

distribuzione:
Walt Disney Motion Pictures Italia

durata:
114'

produzione:
Ben Affleck, Sean Bailey, Chay Carter

sceneggiatura:
Ben Affleck, Aaron Stockard

fotografia:
John Toll

Gone Baby Gone | Recensione | Ondacinema

Gone Baby Gone

di Ben Affleck

noir, thriller, Usa (2007)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.5

Cosa avreste scommesso sull'esordio dietro la macchina da presa del divo belloccio e inespressivo Ben Affleck? Ben poco probabilmente. Occorre ricredersi invece, perché questa è una delle opere prime più convincenti degli ultimi anni. Affleck sceglie di portare sullo schermo un romanzo di Dennis Lehane, (lo stesso di "Mystic River") intitolato "La Casa Buia", il cui protagonista è, come in altre opere di quest'autore, il detective privato Patrick Kenzie.

La città è, come nel capolavoro di Eastwood, Boston, e di mezzo c'è la misteriosa scomparsa di una bambina di quattro anni. Gli zii della bambina confidano poco nelle indagini della polizia e ingaggiano il giovane detective Kenzie (Casey Affleck, fratellino di Ben, indimenticabile "codardo" nel recente "L'Assassinio di Jesse James"...), affiancato dalla compagna Angie Gennaro (Michelle Monaghan).
Kenzie è uno del posto, è cresciuto nei quartieri malfamati di Boston (un trafficante gli offre una sniffata e lui risponde "ho smesso"), sa come muoversi, conosce le persone giuste, e mette i poliziotti incaricati dell'indagine (tra cui un ambiguo Ed Harris e Morgan Freeman) sulla pista giusta. Piano piano emerge un quadro generale cupo e pessimista, in cui tutti nascondono un segreto, e in cui nessuno è veramente innocente: dalla madre della bambina rapita, cocainomane e sbandata (la rivelazione Amy Ryan), al corpo di polizia sino al detective stesso, costretto, nel finale, a operare una dolorosa scelta morale che chiama in causa lo spettatore stesso.
Senza dubbio Affleck non mette sul piatto nulla di nuovo, con facilità vengono alla mente decine di noir incentrati su temi e situazioni simili, ma a convincere è la sincerità e l'ispirazione della messa in scena, che è di una classicità apparentata (appunto) al cinema di Eastwood, Siegel e all'Altman del "Lungo Addio" (cui fa pensare la figura malinconica e disincantata del private eye costretto a rimanere solo).

Assieme ad "American Gangster" è il miglior esempio di cinema "puro" e di genere visto quest'anno, peccato, davvero, che la distribuzione italiana ci abbia creduto poco. Forse Affleck (Ben, non Casey) dovrebbe dedicarsi più alla regia che alla recitazione...