21 Grammi - Il peso dell'anima
di Alejandro González Iñárritu
drammatico, Usa (2003)
di
Marco Conte
Risente dell'inesperienza di una regia giovane ma coraggiosa il secondo lungometraggio di Alejandro Gonzales Iñarritu. Il film non ha entusiasmato fallendo l'obiettivo di ottenere una forte carica emotiva preventivamente studiata, a discapito di una sceneggiatura sicuramente non eccepibile.
Iñarritu ha avuto un certo buon gusto nella scelta "estetica" del lavoro realizzando immagini sgranate e buoni colori, che non giustificano, però, una fotografia troppo eclettica, a tratti mediocre e a tratti interessante. Il montaggio ha giocato un ruolo fondamentale rispetto alla lavorazione generale.
Egli ha voluto raccontarci diverse storie (in una) intersecandole, frammentandole; ottenendo suo malgrado un paradosso: un'overdose di flashback e digressioni che si incastrano durante il corso del film e che però generano man mano una certa noia. Le troppe mini-suspence impiantate in ogni scena risultano sempre più noiose. E' un rischio che si corre spessissimo quando si realizza un film del genere.
L'uso che si è fatto della telecamera a spalla è stato un po' forzato: non era necessario in alcune scene e la scorretta valutazione di questa tecnica infastidisce facilmente.
Non sempre, poi, le inquadrature hanno ottenuto il giusto dramma che un film drammatico esige. Un esempio: quando il dottore dice a Naomi Watts che ha perso il marito e le due figlie nell'incidente stradale, la carica drammatica sarebbe dovuta essere davvero intensa, cosa che Inarritu non è riuscito ad ottenere a causa di una lacuna prettamente tecnica, c'è troppo spazio tra la cinepresa e la protagonista, espediente che allontana lo spettatore sia fisicamente che emotivamente dalla scena.
Il dubbio che alla fine attanaglia lo spettatore attento è quello sulla valutazione della sincerità del messaggio: il peso dell'anima, i 21 grammi che titolano il lavoro ruotano intorno allo stesso o è il lavoro che ruota intorno ai 21 grammi?
E' un film sicuramente sopra l'attuale media delle produzioni oggi in circolazione ma che non è riuscito appieno nel suo intento, cioè quello di impressionare, emozionare, sorprendere, proprio per l'inaspettato risultato paradossale sopra analizzato.
Iñarritu ha avuto un certo buon gusto nella scelta "estetica" del lavoro realizzando immagini sgranate e buoni colori, che non giustificano, però, una fotografia troppo eclettica, a tratti mediocre e a tratti interessante. Il montaggio ha giocato un ruolo fondamentale rispetto alla lavorazione generale.
Egli ha voluto raccontarci diverse storie (in una) intersecandole, frammentandole; ottenendo suo malgrado un paradosso: un'overdose di flashback e digressioni che si incastrano durante il corso del film e che però generano man mano una certa noia. Le troppe mini-suspence impiantate in ogni scena risultano sempre più noiose. E' un rischio che si corre spessissimo quando si realizza un film del genere.
L'uso che si è fatto della telecamera a spalla è stato un po' forzato: non era necessario in alcune scene e la scorretta valutazione di questa tecnica infastidisce facilmente.
Non sempre, poi, le inquadrature hanno ottenuto il giusto dramma che un film drammatico esige. Un esempio: quando il dottore dice a Naomi Watts che ha perso il marito e le due figlie nell'incidente stradale, la carica drammatica sarebbe dovuta essere davvero intensa, cosa che Inarritu non è riuscito ad ottenere a causa di una lacuna prettamente tecnica, c'è troppo spazio tra la cinepresa e la protagonista, espediente che allontana lo spettatore sia fisicamente che emotivamente dalla scena.
Il dubbio che alla fine attanaglia lo spettatore attento è quello sulla valutazione della sincerità del messaggio: il peso dell'anima, i 21 grammi che titolano il lavoro ruotano intorno allo stesso o è il lavoro che ruota intorno ai 21 grammi?
E' un film sicuramente sopra l'attuale media delle produzioni oggi in circolazione ma che non è riuscito appieno nel suo intento, cioè quello di impressionare, emozionare, sorprendere, proprio per l'inaspettato risultato paradossale sopra analizzato.

cast: Sean Penn, Danny Huston, Benicio Del Toro, Naomi Watts, Charlotte Gainsbourg
regia: Alejandro González Iñárritu
distribuzione: Bim
durata: 125'
sceneggiatura: Guillermo Arriaga
fotografia: Rodrigo Prieto
