Recensioni

Halloween

di Rob Zombie

horror, Usa (2007)

CAST & CREDITS

cast:
Malcom McDowell, Brad Dourif, Tyler Mane, Sheri Moon Zombie, Scout Taylor-Compton

regia:
Rob Zombie

distribuzione:
Key Films

durata:
109'

produzione:
Moustapha Akkad, Debra Hill

sceneggiatura:
Rob Zombie

fotografia:
Phil Parmet

Halloween | Recensione | Ondacinema

Halloween

di Rob Zombie

horror, Usa (2007)

di Alex Poltronieri

Voto: 6.0

Dopo trent'anni "l'ombra della strega" è ancora tra noi. L'ottavo sequel dell'immortale "Halloween" di John Carpenter (1978), nelle intenzioni dei produttori, i temibili fratelli Weinstein, avrebbe dovuto dare una rinfrescata alla serie, e avvicinare nuove orde di fan (operazione riuscita in patria, quasi 60 milioni di dollari d'incasso). Non che ci volesse molto a fare meglio degli ultimi pessimi episodi (il precedente è l'imbarazzante "Halloween: Resurrection" del 2002), ma in questo caso l'operazione ha alte ambizioni e non è un semplice prosieguo delle vicende passate. Il nuovo "Halloween" (definito dai produttori con un nuovo imbarazzante epiteto: "remagining") è allo stesso tempo prequel e remake del capostipite carpenteriano. In cabina di regia l'ultracelebrato Rob Zombie, già autore di due ottimi horror come "La Casa dei 1000 Corpi" e "La Casa del Diavolo".

La prima parte, quindi, ci mostra l'infanzia del serial killer Michael Myers, la sua famiglia, gli anni passati in manicomio. Insomma, quello che Carpenter non ci aveva voluto svelare. Il secondo tempo, invece, non è nient'altro che una fotocopia degli eventi del film del '78 che ben conosciamo. Mettiamo le cose in chiaro sin dall'inizio: il remake di Zombie non si avvicina neanche lontanamente alla pellicola di Carpenter. Alle angosciose (e per l'epoca innovative) sequenze in soggettiva, che mostravano gli omicidi dal punto di vista del maniaco, all'utilizzo magistrale degli spazi bui, al terrore che scaturiva dall'"ignoto" (le ragioni della follia di Myers non erano spiegate), Zombie contrappone il suo stile sporco e "pop": macchina a mano incollata ai volti dei protagonisti, più sangue e violenza (anche se la versione italiana è tagliata, attenzione), più musica (bella colonna sonora rock con Misfits, Blue Oyster Cult, Rush, Kiss...), un cast pieno di volto spigolosi da serie B (Brad Dourif, Udo Kier, Danny Trejo, Malcom Mcdowell), ma soprattutto la volontà di interrogarsi, e in un certo modo "giustificare", le ragioni del "Male".

La prima parte è, ovviamente, quella più originale e interessante. Il piccolo Myers è presentato come mostro in un mondo orrido e marcio, quasi una vittima della decadenza della nostra società, che si manifesta in primo luogo nel collasso della famiglia (discorso già affrontato ne "La Casa Del Diavolo"). Così, se in un certo senso il regista riesce a far provare "pietà" e comprensione nei confronti del piccolo e folle Myers, (vessato dai compagni di scuola, picchiato dal patrigno alcolizzato, ignorato dalla sorella, legato solamente alla madre spogliarellista), dall'altro toglie al serial-killer quell'alone di mistero che lo rendeva, nell'originale di Carpenter, veramente spaventoso. Qui Michael Myers è protagonista assoluto (mentre nel film di '78 tutto ruotava attorno all'eroina Jamie Lee Curtis), tutto è vissuto dal suo punto di vista.

La scelta di Rob Zombie è quindi curiosa, sebbene non totalmente riuscita, e la prima parte del suo remake possiede una discreta tensione e un torbido fascino. L'originalità dell'operazione si esaurisce però qui, perché in seguito il nuovo "Halloween" non fa che riproporre fedelmente, con non molta vitalità, e appena qualche lieve aggiustamento stilistico-narrativo (per esempio il finale, qui più lungo e teso, ma meno inquietante), le situazioni del capolavoro di Carpenter. In definitiva la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un prodotto che non si discosta molto dal livello medio degli horror realizzati a Hollywood di recente (in particolar modo ci riferiamo alla tremenda invasione di prequel e remake di classici del new horror anni 70).

Abbiamo sopravvalutato Rob Zombie? Forse era lecito aspettarsi di più da chi aveva narrato le gesta della folle famiglia Firefly? Forse la colpa è degli invadenti fratelli Weinstein (che hanno imposto diversi tagli e modifiche)? O forse Zombie stesso si è sentito intimorito davanti alla grandezza (e la fama) dell'"Halloween" di Carpenter?