Ondacinema

6.5/10

 

Gipi siede sul proverbiale divano del produttore e sta raccontando a Domenico Procacci il soggetto del suo prossimo film: l'idea sarebbe quella di realizzare la versione maschile de "La vita di Adele", da intitolare "La vita di Adelo". Lo sketch posto in testa al film conferma che si tratti del Gipi più sfrontato, il quale si produce in gag scurrili, demenziali, centrando il bersaglio comico e scatenando irrefrenabili risate. "Il ragazzo più felice del mondo" è però un oggetto strano e non catalogabile linearmente: non è infatti soltanto un collage di vignette, richiamanti anche l'esperienza di Gipi quale autore di cortometraggi per il programma "Propaganda Live", poiché si nota l'abbozzo di una narrazione, benché resti perennemente in fieri. Il concept meta-filmico di questo mockumentary serve al regista per iniziare a riflettere sul senso e sulle conseguenze di raccontare una storia e, per converso, sull'atto di filmare. C'è una scena molto bella, a tal proposito: la voce del regista commenta fuori campo dei suoi vecchi filmini in super-8, dicendo che da bambino faceva vestire i suoi amici da cowboy per poi riprenderli girando dei western. Era un gioco da ragazzi che lo divertiva tantissimo, ma mai si era domandato se a divertirsi fossero anche i suoi amici. Dopo anni di cinismo e di distaccata ironia, sembra di assistere a un ritorno a una meditazione sulle responsabilità di catturare l'immagine di qualcun altro, rubandone una parte di vita e di identità. Curiosa in tal senso la convergenza con un'altra commedia presentata all'ultima mostra del cinema di Venezia, ossia "Non-Fiction" di Olivier Assayas; nel mondo in cui ogni aspetto della propria vita è immediatamente condivisibile e di pubblico dominio, i segreti della propria privacy rimangono l'ultimo spazio conquistabile per uno storyteller.    

"Il ragazzo più felice del mondo" è la quarta regia di Gian Alfonso Pacinotti in arte Gipi, uno dei più noti, premiati e talentuosi fumettisti italiani; dopo aver esordito con "L'ultimo terrestre", egli ha lavorato a "Smettere di fumare fumando" (sparito dopo il passaggio al Torino Film Festival) e a "WOW" che non ha visto praticamente nessuno. Gipi, dopo anni di rimuginazioni, si è attestato alla forma da home movie fieramente indipendente (anche se dietro c'è la Fandango di Procacci) propiziata dal suo secondo lungometraggio e anche dai corti goliardici girati sempre con l'amico Gero Arnone. "ll ragazzo più felice del mondo" è basato su un aneddoto biografico che ha ispirato il ritorno dietro la macchina da presa di Gipi. Quest'ultimo, un giorno, legge su Facebook un collega fumettista riportare la lettera di un fan: il nostro ha un déjà-vu e inizia a rovistare tra le sue vecchie cose finché non ritrova una lettera praticamente identica, ricevuta venti anni prima. Sopraggiunge quindi la curiosità di scoprire se vi siano altri colleghi che hanno ricevuto quella lettera e Gipi ne trova decine: la stessa scolastica calligrafia, il medesimo schema e la medesima richiesta di un disegno. Per anni un uomo si è finto un adolescente per amore dei suoi idoli e per strappare qualche cimelio. Gipi comprende che è una storia troppo forte e particolare per non essere raccontata e chiama Gero, a cui si aggiungono Davide e Francesco, così da mettere insieme una troupe male in arnese che inizia a girare in maniera autarchica, in attesa dei finanziamenti di Fandango. Se la missione del regista è di identificare e trovare quell'uomo, rendendolo felice magari facendogli incontrare tutti i suoi artisti preferiti, Gero instilla il seme del dubbio che crescerà durante il film: che tipo di persona è una che per vent'anni scrive praticamente la stessa lettera, quali fragilità nasconde e come può reagire allo shock di venire smascherato? 

Il regista puntella la narrazione di gag metacinematografiche sulla inettitudine della troupe, come quella del fonico che entra continuamente nell'inquadratura, non sapendo trovare una posizione nel fuori campo; ed è proprio questo il secondo livello di lettura de "Il ragazzo più felice del mondo", quello in cui Gipi realizza di doversi fare "impallare", di dover accettare qualcun altro all'interno dell'inquadratura. Non è un caso che il film si trasformi in un buddy movie dove l'autore entra in rotta di collisione coi propri amici, tentato dai capitali di una mega-produzione che vorrebbe cannibalizzare il suo progetto.
"Piccola, perché piangi? Perché sono un grande artista?" domandava retoricamente Nanni Moretti in "Ecce Bombo" e Gipi sembra chiedersi, tra le altre cose, anche se un artista debba per forza di cose essere un narcisista manipolatore: presenza muta è quella della (vera) moglie di Gipi, ripresa sempre in macchina mentre ascolta i messaggi audio del marito, assente e completamente assorbito dalla sua creazione. Nell'accumularsi di dilemmi, alcuni a fuoco altri meno, alcuni veicolati sottilmente altri in modo didascalico, emerge come Gipi si sia lanciato in questa sua nuova avventura filmica senza troppe velleità autoriali, senza un progetto organico alle spalle. Non si riscontra tanto l'intenzione di interrogarsi su dove stia andando la propria arte, quanto la voglia di cazzeggiare liberamente come quando era bambino, filmando gli amici. 
E di dichiarare senza paura di essere una "faccia di merda".  

 



Cast e credits

cast:
Gipi , Gero Arnone, Davide Barbafiera, Francesco Daniele, Chiara Palmeri, Domenico Procacci, Nathanaël Poupin, Mauro Uzzeo


regia:
Gipi


distribuzione:
Fandango


durata:
90'


produzione:
Fandango


sceneggiatura:
Gian Alfonso Pacinotti, Gero Arnone


fotografia:
Vanni Mastrantonio


scenografie:
Francesca Vitale


montaggio:
Chiara Dainese


costumi:
Stefano Ciammitti


musiche:
Valerio Vigliar


Trama
È una storia vera. C’è una persona che da più di vent’anni manda lettere cartacee scritte a mano a tutti gli autori di fumetti italiani spacciandosi per un ragazzino di 15 anni. Nelle lettere, piene di complimenti, chiede sempre “uno schizzetto” in regalo. Per agevolare il compito ogni busta contiene un cartoncino bianco e un francobollo per la risposta. C’è un fumettista italiano, Gipi, che inizia a indagare su questa persona. Chi è veramente?