Pontypool – Zitto o muori

Pontypool – Zitto o muori


Bruce McDonald

Horror | Canada
(2008)

Non si può che ben sperare per il futuro del genere horror quando ci si imbatte in piacevoli rivoluzioni come quella proposta da questo “Pontypool”. La geniale pellicola del canadese Bruce McDonald, scritta e sceneggiata da Tony Burgess, affronta nel solo spazio di una stazione radiofonica una tematica del tutto inusuale: cosa accadrebbe se concetti e parole divenissero contagiosi? Se la verbalità divenisse veicolo di propagazione di una pandemia incontrollata?

Grant Mazzy (Stephen McHattie) è deejay ormai a fine carriera, in una stazione radiofonica a Pontypool, una piccola città dell’Ontario. Durante la sua trasmissione mattutina, che tenta di animare con qualche provocazione mal vista dalla produzione, le notizie più importanti riguardano gatti smarriti ed esibizioni di cori nel teatro locale. Cominciano però, durante la mattinata, ad arrivare strane notizie che riguardano raggruppamenti di gente balbettante o in stato catatonico, che in poche ore diviene aggressiva fino ad arrivare al cannibalismo.

“-Di cosa stiamo parlando esattamente?

-Dovremmo continuare a farlo?

-Per sicurezza probabilmente no, parlare è rischioso..”

Ben presto, proprio all’interno della stazione radiofonica, si viene a comprendere che un virus che si diffonde tramite la parola, colpisce le persone nel momento stesso in cui alcuni termini vengono compresi e usati.  Il contagio, che crea un vero e proprio crash nelle menti degli infetti, impedisce qualsiasi comunicazione, sia con i contagiati, che aggregano termini senza motivo, sia tra i non infetti, che non possono comunicare tra loro a causa della pericolosità delle parole. Gli infetti, che inizialmente entrano in un loop ripetendo ciclicamente la parola virale, passano dalla catatonia al mordere le bocche dei sani, come sospinti da un bisogno inesorabile di estirpare materialmente il significato e la sorgente delle loro parole.

Interessantissimo il disagio che si crea nello spettatore se ci si concentra sul concetto di linguaggio, dove la sua immaterialità (e quindi in parte incomprensibilità) lascia perplessi e dubbiosi: il linguaggio, che ci sintonizza con il prossimo, che è fratello della logica che ci rende umani, può rivoltarcisi contro? Può divenire pericoloso? L’idea di fare dell’incapacità di comprendere e comunicare un qualcosa di pandemico, con tutto ciò che ne consegue è un’idea strepitosa. Una regia ben fatta, curata, ma senza fronzoli e un’ottima fotografia che ci accompagna attraverso dosatissimi momenti splatter-horror (funzionale ed angosciante la scena di una contagiata all’interno della stazione) fanno il resto. Un film a low-budget che stupisce per freschezza ed estro, imperdibile per gli appassionati del genere.

09/11/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Pontypool
Durata
93'
Produzione
Jeffrey Coghlan
Sceneggiatura
Tony Burgess
Fotografia
Miroslaw Baszak
Montaggio
Jeremiah Munce
Musiche
Claude Foisy
Costumi
Sarah Armstrong
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