Ondacinema

recensione di Mirko Salvini
5.0/10
A più di quarant'anni da quando, proprio durante l'estate, uscì "Lo squalo" di Steven Spielberg, film destinato, fra le altre cose, ad aggiornare il concetto di "campione d'incassi" ai tempi della Nuova Hollywood, il mondo del cinema (ma anche quello della tv) continua, per ragioni di intrattenimento, a puntare sull'immagine degli squali come assassini del mare, con buona pace di tutti quegli ambientalisti che fanno notare come in realtà loro siano animali meno aggressivi e famelici di quanto ormai non si pensi. Le preoccupazioni di queste persone sono comprensibili anche perché se è indubbio che certi film non vogliono segnalarsi come particolarmente realistici, è dimostrato che la loro popolarità finisce con l'alimentare convinzioni errate e pure dannose. 
Prossimamente sapremo quanto "Shark-il primo squalo" avrà contribuito, nel bene e (soprattutto) nel male, alla cattiva fama dei cartilaginei, però visto che alla base della storia c'è uno spunto alla "mondo perduto" (ricavato da un libro di Steve Alten che a Hollywood stavano tentando di adattare da vent'anni circa) con un megalodonte (da qui il titolo originale di film e libro, "The Meg"), pesce preistorico dalle dimensioni di una balena che dagli abissi più profondi viene riportato in superficie, l'attinenza con le situazioni che la gente può incontrare nella realtà quando va a nuotare a largo sembra proprio minima. Prodotto da Gerard Molen (che ha collaborato appunto per anni col regista di "Jurassic Park") e diretto da Jon Turteltaub, regista con alle spalle una lunga carriera in forza alla Disney, "The Meg", al di là delle fatiche necessarie per realizzarlo e del budget consistente messo a disposizione, si presenta come un b-movie nello spirito. I paragoni col celebre successo spielberghiano ovviamente faranno piacere ai diretti interessati, ma direi che siamo più dalle parti dei sequel o dei vari tentativi di imitazione che nel corso del tempo sono arrivati per seguire la scia di quel successo epocale.
 
Come il recente "Skyscraper" con Dwayne Johnson, anche "The Meg", pensato con un occhio ai capitali (è una coproduzione fra Stati Uniti e Cina) e al mercato asiatico, è ambientato nell'estremo oriente (le riprese si sono svolte soprattutto in Nuova Zelanda). Entrambi i film iniziano con un prologo in cui il protagonista non se la passa bene, qui in particolare vediamo l'esploratore marino Jonas Taylor (Jason Statham, adeguata alternativa all'ex The Rock) impegnato in un salvataggio che non va a buon fine a causa di un imprevisto misterioso. Seguono sensi di colpa e anni di esilio in Thailandia dove un vecchio amico che lavora per un team di biologi marini lo va a cercare per informarlo che l'ex moglie è bloccata in un sommergibile nelle profondità dell'oceano e non è detto che quanto successo anni prima non abbia a che fare con la nuova sventura. Jonas non si può tirare indietro e oltre a salvare la donna scoprirà anche che fu un pesce preistorico ad attaccarlo anni prima; lo stesso che ora sembra deciso a seminare il panico fra spiagge e mari cinesi. Cacciarlo, vien da sé, non sarà l'impresa più facile del mondo.
 
Il cinquantenne attore britannico dal ghigno sardonico e dalla forma invidiabile è circondato da un cast adeguatamente composito nel quale troviamo l'incantevole Li Bingbing, Winston Chao, Cliff Curtis, la modella Ruby Rose, Rainn Wilson, Vithaya Pansringarm, Jessica McName e Shuya Sophia Cai, bambina attrice insolitamente simpatica. Per molti di loro sono previsti tuffi inattesi in acque non particolarmente tranquille e, anche senza spoilerare, si può dire che non tutti arriveranno incolumi ai titoli di coda. Il bodycount è comunque condizionato dal fatto che si tratta di un film che vuole intrattenere spettatori di ogni età, quindi i brividi, le emozioni e le scene forti tengono conto innanzitutto di questo. Il plot è prevedibilmente convenzionale (il mostro entra in scena dopo una certa attesa e i momenti più divertenti arrivano verso la fine, quando sono coinvolti i bagnanti di una famosa spiaggia), tuttavia lo spettatore, se si attiene alla regola di non aspettarsi troppo senza pretendere finezze fuori luogo (che, per quanto non siano sempre assenti giustificate nel cinema commerciale, raramente le si potrebbe trovare in un film che fra i suoi obiettivi ha quello di risultare meno scemotto dei vari "Sharknado"), può lasciare la sala anche (moderatamente) soddisfatto. I soldi investiti si vedono soprattutto nel cast tecnico di prima categoria: fra i vari talenti coinvolti il direttore della fotografia Tom Stern, collaboratore abituale di Clint Eastwood, lo scenografo Grant Major, che ha vinto un Oscar grazie alla trilogia dell'anello di Peter Jackson e il musicista Harry Gregson-Williams, famoso per la serie di "Shrek".


Cast e credits

cast:
Ruby Rose, Rainn Wilson, Cliff Curtis, Winston Chao, Shuya Sophia Cai, Vithaya Pansringarm, Li Bing Bing, Jason Statham


regia:
Jon Turteltaub


titolo originale:
The Meg


distribuzione:
Warner Bros. Italia


durata:
113'


produzione:
Warner Bros.


sceneggiatura:
Dean Georgaris, Jon Hoeber, Erich Hoeber


fotografia:
Tom Stern


scenografie:
Grant Major


montaggio:
Steven Kemper


costumi:
Amanda Neale


musiche:
Harry Gregson-Williams


Trama
Il sommozzatore Jonas Taylor si trova ad affrontare uno squalo gigante che anni prima aveva causato la morte di alcuni suoi amici
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