Recensioni

The Tourist

di Florian Henckel von Donnersmarck

thriller, romantico, Usa (2010)

CAST & CREDITS

cast:
Steven Berkoff, Timothy Dalton, Paul Bettany, Johnny Depp, Angelina Jolie

regia:
Florian Henckel von Donnersmarck

distribuzione:
01 Distribution

durata:
103'

produzione:
Spyglass Entertainment; GK Films; Birnbaum/Barber

sceneggiatura:
Julian Fellowes; Christopher McQuarrie; Jeffrey Nachmanoff

fotografia:
John Seale

montaggio:
Joe Hutshing; Patricia Rommel

costumi:
Colleen Atwood

musiche:
James Newton Howard

The Tourist | Recensione | Ondacinema

The Tourist

di Florian Henckel von Donnersmarck

thriller, romantico, Usa (2010)

di Giuseppe Gangi

Voto: 3.0

Vi ricorderete sicuramente di Florian Maria Georg Christian Graf Henckel von Donnersmarck (ebbene sì, è questo il nome completo) come regista de "Le vite degli altri", fenomeno dell'anno 2007 che finì per vincere il premio Oscar come miglior film straniero. Con "The Tourist" il regista tedesco cambia registro, abbandona la Berlino Est e la DDR e si imbarca in un progetto che è sopravvissuto a molte ripartenze e cambi di piano, remake per altro di "Anthony Zimmer" pellicola francese del 2005 diretta da Jérôme Salle.
Elise (Angelina Jolie), una donna bellissima e misteriosa che fugge dalla polizia francese (che coadiuva un'operazione di Scotland Yard), prende il primo treno per Venezia dopo aver letto il biglietto del suo uomo (Alexander Pearce, un banchiere che ha rubato qualche milione di sterline al gangster Reginald Shaw). La donna, seguendo il piano di Alexander, fa credere ai suoi inseguitori che un turista qualsiasi sia Pearce: il malcapitato è Frank Tupelo, un insegnante di matematica americano con la faccia di Johnny Depp. I due arrivano a Venezia e Elisa invita Frank a stare da lei, nella suite "del Doge" prenotata da Pearce (accompagnati dalla faccia sorridente di Neri Marcorè). Dopo qualche altra faccia inebetita davanti alla Jolie e un bacio fugace, inizieranno i guai per il povero Frank...

E ci fermiamo qua, perchè non ci va di svelarvi i meccanismi di una trama scontata e abborracciata alla meno peggio per permettere ai divi hollywoodiani una gita nella cara vecchia Europa e ai nostri attori qualche minuto di popolarità internazionale. Preferiamo sottolineare come "The Tourist" sia praticamente un naufragio sotto qualsiasi punto di vista. von Donnersmarck si impegna in un lavoro di anonimo artigianato, dove la fotografia di John Seale regala quella patina che fa sembrare gran parte del film una sequela di cartolineschi spot: così si passa da Parigi a Venezia grazie a un veloce e comodo ES, ripreso volentieri dall'alto (quale miglior pubblicità di un turista che v'incontra Angelina Jolie?), dai luoghi più lussuosi del capoluogo veneto a corse in motoscafo tra i canali.

Il concept del film aveva evidentemente intenzione di apportare un po' di sano fascino retrò a un blockbuster moderno, rifacendosi agli intrighi degli ironici mystery romantici di cui "Caccia a ladro" (Alfred Hitchcock, 1955) può considerarsi il prototipo e "Sciarada" (Stanley Donen, 1963) un ottimo derivato. Purtroppo Depp non ha l'affabulante charme dell'uomo comune di Cary Grant e la Jolie, dopo l'imprevedibile sforzo di recitare in "Changeling", ha deciso che le poteva bastare fare l'indossatrice per cento minuti, senza tuttavia dover scomodare eleganti paragoni con Grace Kelly o con la Hepburn. Almeno il thriller regalasse qualche momento di tensione, qualche palpitazione, ma tutto si annacqua in caratterizzazioni da fumetto: i cattivi sono troppo cattivi per fare paura, i poliziotti troppo goffi per creare problemi, Johnny Depp troppo simpatico per finire male, Angelina Jolie troppo brava a sbattere le ciglia per essere uccisa. E in più non passano cinque minuti senza che ci sia un attacco del noioso score di James Newton Howard.

L'unica cosa su cui non abbiamo nulla da ridire è il titolo: infatti tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione del film sembrano consci di aver preso una vacanza ed essere lì per caso. Forse "The Tourist" è un capolavoro del meta-cinema e non ce ne siamo accorti, in fondo anche il regista tedesco lo difende a spada tratta dicendo che vuole essere solo un film di intrattenimento leggero. Ma se volete conoscere il momento in cui la presunta leggerezza inizia a provocare quel senso di fastidio che prima fa sbadigliare e poi sbuffare, dovete assolutamente entrare in sala. Per gli altri sarà più gratificante un viaggio a Venezia.