CAST & CREDITS

cast:
Brad Pitt

regia:
Marc Forster

distribuzione:
Universal Pictures

durata:
116'

produzione:
Paramount Pictures

sceneggiatura:
Damon Lindelof

fotografia:
Robert Richardson

scenografie:
Nigel Phelps

montaggio:
Matt Chesse

musiche:
Marco Beltrami

World War Z | Recensione | Ondacinema

World War Z

di Marc Forster

zombie, Usa (2013)

di Alberto Mazzoni

Voto: 5.5

I vampiri sono ricchi e fascinosi. Sono tipo Costantino di Maria de Filippi. Sono i tronisti del sovrannaturale.

Gli zombie so' proletariato.

Zerocalcare - La profezia dell'armadillo.

 

Brad Pitt viaggia per una terra devastata dagli zombie cercando una soluzione all'epidemia. Alcune sequenze d'azione molto riuscite non compensano una trama rattoppata e una tensione in calando.

La vita normale di Gerry (Brad Pitt) dura una manciata di minuti, poi su Philadelphia piomba l'Apocalisse Zombie in una lunga e impressionante sequenza di folle corsa per la vita. Marc Foster alterna inquadrature aeree di massa con le orde di zombie che invadono le piazze e le vie stile tsunami, camera a mano concitata per le fughe a piedi o in macchina di Gerry e della famiglia, cura per i dettagli come la metamorfosi umano-zombie o il medesimo zombie che spacca un finestrino di un taxi a testate pur di infettare i passeggeri. Quando Gerry (ovviamente) riesce a fuggire da Philadelphia sembra iniziata una bella avventura. Gerry non è nè il solito (ex-)marine nè l'uomo comune che salva il pianeta ma un superesperto ONU di situazioni a rischio e una volta messe in salvo moglie e bambine passerà da una battaglia con gli zombie all'altra in varie parti del mondo per capire come vincere la guerra mondiale contro i non morti. Suona bene (per chi è appassionato del genere, almeno), ma alla fine del film ci troviamo a riflettere su cosa non funziona.

Il primo problema evidente è il tema della famiglia. Innumeri sono i capolavori del cinema basati sulla famiglia, ma in un film di zombie, dover chiamare la moglie due volte al giorno è decisamente un peso per il protagonista quanto per lo spettatore.  Il secondo problema è il twist: da dove si e' originata l'epidemia? Qual è il punto debole degli zombie? La soluzione viene scoperta in un modo privo di senso, e soprattutto viene spiegata a lettere maiuscole stile finale di una puntata di Colombo anche se è presumibile che tutti gli spettatori l'avessero intuita una buona mezz'ora prima di Gerry. WWZ è scritto male. Fastidiosamente, troppi personaggi muoiono dopo che hanno pronunciato due o tre frasi: troppe per essere sfondo, assolutamente troppo poche per diventare parte della storia o perchè allo spettatore interessi il loro destino. A un livello più generale, nei film di zombie, da Romero a "The Walking Dead" passando per "28 giorni dopo", la chiave di lettura politica è nascosta sotto uno strato di orrore e azione, ma tipicamente è piuttosto radicale. Al contrario WWZ fa finta di essere (geo-)politico, ma alla fine non dice niente. Clamoroso è aver tirato in ballo in modo così superficiale la questione israelo-palestinese,  evidentemente al solo scopo di far arrampicare gli zombie sul muro che Israele sta davvero costruendo in territorio palestinese nella realtà (nonostante le risoluzioni dell'ONU che invece nel film neanche è al corrente della cosa).

Il film poteva potenzialmente essere salvato dalle scene d'azione. Oltre a quella iniziale ce ne sono almeno altre tre belle, composte, originali, sostenute, girate bene. Le sequenze di massa sono tutte efficaci e non ripetitive. Avremmo perdonato anche il fascio di luce che a volte incomprensibilmente colpisce la bionda chioma di  Brad Pitt con un effetto Gesù-è-tra-noi, visto che subito dopo lo vediamo combattere corpo a corpo con zombie impazziti e trovare soluzioni assurde e spettacolari per cavarsela. C'e' un buon equilibrio tra azione e horror: non solo l'adrenalina è alta ma ci sono anche un paio di veri spaventi. Purtroppo una epica e sanguinolenta battaglia decisiva a Mosca è stato bocciata chissà perchè dagli screen test (ne vediamo solo alcuni estratti) e si è dovuto girare un terzo atto alternativo  in economia (al limite del found footage) con due stanze, tre zombie e nessuna emozione, che ammazza tutta la mezzora finale e in ultima istanza il film.