La settimana dei thriller d'autore

del 21/09/2014

Potremmo definirla come la settimana dei thriller, un genere che non tramonta mai e trova grandi firme dietro alla cinepresa (De Palma, Haneke, Polanski, Hill, Schumacher). Non mancano le commedie (Totò da rivedere e riscoprire) e un evento in prima serata con il nuovo film di Gabriele Salvatores, appena presentato a Venezia. Da segnalare la domenica per tre documentari da non perdere.

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Domenica 21 settembre

Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (19.00, Italia 1). Uno dei viaggi nel tempo più celebri della storia del cinema, qui Robert Zemeckis firma un cult di metà anni 80 che celebra l'America degli anni 50. Una sceneggiatura di ferro che riesce a rendere plausibili i paradossi spazio-temporali del racconto. Battute e personaggi memorabili.

Leoni per agnelli di Robert Redford (21.15, Rai Movie). Nel 2007 Redford gira un pamphlet rigoroso e forte sulle coscienze individuali e sulla guerra. Film molto parlato che si avvale di un cast magistrale: Redford stesso, Meryl Streep e Tom Cruise per una volta senza eccessi.

Batman Begins di Christopher Nolan (21.25, Italia 1). Primo capitolo della trilogia di Nolan sul supereroe di Gotham City. Il film racconta come il giovane Bruce Wayne sia diventato l'Uomo Pipistrello. Rispetto al Batman più fumettistico di Tim Burton, qui l'autore inglese è interessato alle ambiguità del Male non trascurando le atmosfere gotiche del fumetto e del suo cinema.

Respiro di Emanuele Crialese (23.30, Iris). Il film che ha fatto conoscere il talento di Crialese, ancora lontano dal Nuovomondo. In questo film ambienta la storia del giovane Pasquale a Lampedusa. Il mare e il viaggio sono una costante del cinema del regista che si ritroveranno in tutti i lavori successivi.

Niente da nascondere di Michael Haneke (0.20, La7). La tensione e la violenza nascosta sotto pelle dalla società sono tipiche del cinema del regista austriaco, qui impegnato in una storia vagamente ispirata a "Strade perdute" di David Lynch. Se Lynch deviava poi negli incubi, sdoppiando il protagonista dall'attore, qui Haneke porta il suo protagonista a confrontarsi con il passato. Thriller algido e freddo, ma di notevole impatto.

A letter to Elia di Martin Scorsese (1.30, Rai 3). Scorsese racconta la vita e il cinema di Elia Kazan, autore fondamentale per il realismo americano ma controverso per le scelte politiche durante il maccartismo. Prevarrà l'ammirazione che portò Scorsese a perorare la causa per l'Oscar alla carriera per Kazan.

L'albero della vita di Darren Aronofsky (2.00, Rai 2). Nel 2006 in concorso a Venezia fu fischiato sonoramente. Il film merita di essere rivalutato, soprattutto per il coraggio a raccontare una storia ambiziosa d'altri tempi.

Due documentari celebrano due Maestri:

Imamura, il libero pensatore di Paulo Rocha (2.30, Rai 3).
Oliveira, l'architetto di Paulo Rocha (3.30, Rai 3).


Lunedì 22 settembre

Gli uccelli di Alfred Hitchcock (21.00, Iris). Capolavoro del Maestro del brivido che racconta l'angoscia vista da diversi punti di vista. E gli stormi dei neri uccelli sono la metafora delle ossessioni umane. La tensione è in continua crescita fino al finale "apocalittico". Senza colonna sonora, sostituita dai versi degli animali. Imperdibile.

Nodo alla gola di Alfred Hitchcock (23.35, Iris). Secondo appuntamento serale con Hitchcock. Qui ritroviamo James Stewart nella parte di un professore che scoprirà un terribile omicidio. Primo film a colori del Maestro, girato tutto in un appartamento e con lunghissimi piani sequenza (voleva dare l'impressione di girarlo tutto con un unico piano sequenza: Inarritu ci riproverà in "Birdman"). Memorabile saggio sulla costruzione della suspense.

Fargo di Joel Coen (1.25, La Effe). Un cult di metà anni 90 che fece vincere il primo Oscar ai fratelli Coen. Commedia nera, nerissima ambientata nella provincia americana immersa in un inverno polare. Composto di inquadrature spesso fisse e spoglie, è diventato uno degli esempi più celebri del cinema indipendente americano.

Dieci inverni di Valerio Mieli (1.50, Rai 2). Il regista racconta una decade di vita di due giovani in altrettanti segmenti cronologici. Il risultato poteva sconfinare in un freddo esercizio di stile, invece riesce a far riflettere sul flusso del tempo grazie ad un cast molto indovinato.


Martedì 23 settembre

Lo sperone nudo di Anthony Mann (21.00, Iris). Si tratta del terzo dei cinque western che Mann ha girato con James Stewart. Riamane una delle opere più importanti per lo studio psicologico dei personaggi. L'avidità è il male che offusca ogni scelta e non ci sarà alcuna differenza tra il bandito e il buono della vicenda. Grande senso dei paesaggi e il duello finale non si dimentica.

Fight Club di David Fincher (21.10, Rai 4). In attesa del prossimo "Gone Girl", ripassiamo uno dei più celebri film di Fincher, tratto dall'omonimo libro di Palahniuk. Lo sguardo visionario del regista americano è solo all'inizio, ma trova qui una dimensione magistrale. Un classico.

I guerrieri della notte di Walter Hill (23.55, Rai 4). Hill mette in scena una sorta di western urbano e notturno. Siamo nella New York prima di Rudolph Giuliani, quando la delinquenza controllava interi quartieri. È un viaggio allucinato nell'inferno, con una serie di figure che sono entrate a pieno diritto nell'immaginario del grande cinema.


Mercoledì 24 settembre

Il posto delle fragole di Ingmar Bergman (16.00, Rai 5). Orso d'oro al festival di Berlino, uno dei film più celebri del maestra svedese. Il viaggio dell'anziano professore per ritirare un importante premio alla carriera si trasforma in un bilancio della propria vita e la consapevolezza della caducità della vita. La vita e la morte, i sogni e incubi, il fallimento delle proprie azioni: tematiche bergmaniane che trovano qui una forma più intellegibile che in altre opere. Capolavoro da non perdere.

Revolutionary Road di Sam Mendes (21.00, Iris). Il regista inglese continua il suo racconto dei sogni infranti nella vita borghese dell'uomo medio Americano. Alla fine sarà un amarissimo bilancio che terrà lontano il Sogno Americano. Dietro alle inquadrature geometriche e controllatissime, scorre l'inquietudine dei personaggi che trova nella coppia Di Caprio-Winslet una summa perfetta.

Angel - La vita, il romanzo di Francois Ozon (23.05, Rai Movie). L'eclettico regista francese racconta la storia di Angel Deverell, scrittrice di romanzetti rosa e pesantemente ostacolata perché rifiutò di piegarsi alle convenzioni sociali dell'epoca. Ozon cita Cukor e molti melò del passato. Il risultato è abbastanza apprezzabile.

Femme Fatale di Brian De Palma (23.40, Canale 5). Thriller sospeso tra verità e menzogna, costellato da diversi colpi di scena. De Palma è in stato di grazia e gira una grande prova che rimanda a "La fiamma del peccato" e a tanto Hitchcok. La bellissima Rebecca Romijn-Stamos interpreta la femme fatale del titolo. È il cinema depalmiano per eccellenza caratterizzato da virtuosismi tecnici e narrativi che sono una gioia per ogni cinefilo.


Giovedì 25 settembre

Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi (6.30, Rai Movie). Insulso orario per un'opera altamente sperimentale in cui Olmi racconta lo svuotamento di una chiesa. È la perdita non solo materiale degli oggetti sacri, ma morale del senso d'accoglienza. Un'opera in bilico tra film e teatro, tra storia e documentario.

La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (11.10, Iris). Petri costruisce un racconto allegorico sulla condizione della classe operaia e inserisce anche una non celata polemica sul capitalismo e la cultura di massa. Gian Maria Volontè è sempre monumentale, mentre il film a distanza di più di quarant'anni mostra qualche didascalismo, ma rimane da vedere. Per riscoprire soprattutto quanto bravo era Elio Petri.

Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher (21.00, Iris). Il film più riuscito di Schumacher. Michael Douglas diventa l'uomo medio, soggiogato da frustrazioni. La scintilla che lo farà esplodere sarà un ingorgo stradale. Il film racconta la fine di un'epoca vissuta nell'edonismo più sfrenato.

War Horse di Steven Spielberg (21.15, Rete 4). Nel 2011 Spielberg racconta l'odissea del cavallo Joey che passa di mano in mano fino ad arrivare nel pieno della Prima Guerra Mondiale. Film ingiustamente sottovalutato che ha al suo attivo un paio di scene magistrali: la carica all'accampamento tedesco e la corsa del cavallo nelle trincee e sotto i bombardamenti.

Dead Man Walking di Tim Robbins (21.15, Rai Movie). Il film contro la pena di morte che ne "I protagonisti" di Robert Altman non viene mai girato, viene invece girato realmente da Robbins nel 1995. Un forte atto d'accusa sulle condizioni dei prigionieri nel braccio della morte e del cruento modo di uccisione. Senza mai peccare di ambiguità, il film tiene a ricordare anche le atrocità commesse dal morto che cammina (Sean Penn).


Venerdì 26 settembre

Il grinta di Henry Hathaway (16.05, Rete 4). Il film che fece vincere l'unico Oscar a John Wayne. Fu un buon successo di pubblico. La critica ha scritto che si tratta di un western più senile che crepuscolare, comunque è diventato un classico.

Totò cerca casa di Mario Monicelli (21.00, Tv2000). Steno e Monicelli scrissero per Totò una storia a sfondo sociale. Quasi una parodia del neorealismo di cui utilizza molti stilemi, soprattutto nella prima parte. Grande successo e grandissima prova di Totò.

Pina di Wim Wenders (21.15, Rai 5). Nel 2011 Wenders girò un vero e proprio omaggio all'opera della ballerina e coreografa Pina Bausch, interprete capace di rivoluzionare il mondo della danza. Film colorato e pieno d'inventiva, al cinema fu proiettato in 3D.  

Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti (23.40, Canale 5). Tratto da "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi, è una commedia sul Sessantotto che mette a confronto due icone politiche opposte interpretate da Riccardo Scamarcio e Elio Germano. Un ritratto del carattere italiano, utile e civile.


Sabato 27 settembre

Italy in a Day - Un giorno da italiani di Gabriele Salvatores (21.30, Rai 3). Serata evento che propone in prima visione assoluta questo film appena presentato all'ultimo Festival di Venezia, senza passare dal cinema. Dal format di Ridley Scott, un montaggio di 75 minuti di video girati da cittadini e cittadine italiane in un unico giorno, il 23 ottobre 2013. Un esperimento cinematografico che ha l'intento di capire un po' di più il nostro Paese.

Le vie en rose di Olivier Dahan (23.15, La 7). Il film che ha consacrato Marion Cotillard come attrice internazionale contesa da grandi registi. Il ruolo di Edith Piaf, premiato con l'Oscar, viene reso molto bene con una trasformazione fisica di grande impatto.

Frantic di Roman Polanski (23.30, Rete 4). Thriller hitchcokiano ambientato da Polanski a Parigi. Qui scompare la moglie di un noto chirurgo americano (Harrison Ford bravissimo) senza motivo, da qui si dipana un mistero carico di tensione. I bidoni della spazzatura che aprono e chiudono il film sono una nota d'ironia sulla Francia.


Alessandro Corda