Frank Miller, Robert Rodriguez - Speciale Sin City 3D | Speciale | Ondacinema

Frank Miller, Robert Rodriguez - Speciale Sin City 3D

Frank Miller, Robert Rodriguez - Speciale Sin City 3D

di Silvia Di Paola

L'ideatore Frank Miller e il regista Robert Rodriguez raccontano la genesi del nuovo capitolo di "Sin City"

ROMA - Sei personaggi in cerca di vendetta: "Personaggi che vengono da diversi posti, dal mio cervello e dal mondo esterno, mentre il personaggio centrale doveva essere l'essenza della femme fatale, incarnarle e insieme superarle tutte. Ed Eva Green c'è riuscita, dopo aver setacciato tutta la letteratura di femme fatale". Così parla Frank Miller, che firma la regia insieme a Robert Rodriguez di questo "Sin City 3D. Una donna per cui uccidere" (dal 2 ottobre nei nostri cinema) basato sulla sua graphic novel e su una sua sceneggiatura scritta assieme a William Monahan e che ammette: "Ho sempre lavorato per scrivere storie che non sarebbero state adattabili, ma con Robert ho cambiato idea e questi sono i risultati. Tanto che io sono giunto alla conclusione che noi due siamo due fratelli separati alla nascita. E io ho imparato moltissimo da Rodriguez, che sa che bisogna possedere del tutto la materia prima di adattarla. Purtroppo non è cosi per tutti e io so che molti hanno fatto ciò che volevano anche di personaggi nati dai miei disegni. Purtroppo ho imparato che c'è una lunga fila di cani pronti a sbranare frammenti di ciò che capita loro sottomano".

Come che sia, qui troviamo Dwight cacciato dall'unica donna che abbia mai amato, Ava, in questa storia ambientata prima di "The Big Fat Kill" e che racconta come e perché Dwight ha cambiato così il suo volto con cast come sempre ricco e succoso. Dall'immancabile Mickey Rourke, nei panni del (quasi) imbattibile Marv, a Jessica Alba in quelli di Nancy, che impara a farsi vendetta; dalla guerrigliera Rosario Dawson, che è Gail, a Bruce Willis-Hartigan fino a Jaime King- Goldie/Wendy, cui si aggiungono Joseph Gordon-Levitt, il gigantesco Dennis Haysbert, Jamie Chung, Josh Brolin come "Dwight" ("volevamo attori diversi nel suo ruolo e infatti inizialmente doveva essere Clive Owen nella parte finale").
L'idea centrale è che "ancora e sempre c'è spazio per i fuorilegge. Senza di loro non ci sarebbero neanche i supereroi, forse non ci sarebbe molto cinema". Mentre la differenza tra il primo film e il secondo sta in dieci anni di svolte tecnologiche, con il 3D a dare tutta un'altra vita ai disegni di Frank Miller, che sottolinea: "La scorsa volta chiedevo a Robert come avremmo fatto a rendere questa cosa o quell'altra, stavolta mi sono limitato a chiedere come l'avremmo fatta, non è una differenza da poco". Anche nel rendere la violenza: "Io ho disegnato solo ciò che ho visto, la violenza è quella che fa a pezzi tanti miei concittadini, non quella che ho inventato io, perciò non devo chiedere scusa a nessuno e non mi occupo infatti delle critiche".

Non se ne occupa neppure Rodriguez: "Negli States ci sono strane regole che io neanche conoscevo e uno come me, che in un film fa un po' di tutto, non è etichettabile". Così il regista che porta qui il 3D rodato in "Spy Kids", ma "restando del tutto fedele alla visione di Frank Miller, al suo mondo completo che non poteva semplicemente essere adattato per il cinema" e convinto (a ragione) che "il bianco e nero potenzia il 3D che già aiuta a tradurre su schermo l'universo molto astratto di Miller. Qui le immagini sono essenziali, quindi il 3D ti aiuta a concentrare l'attenzione su quegli elementi fondamentali che Miller ha messo nel suo lavoro, non è un 3D che ti travolge di cose, come in molti casi".
E Miller applaude: "Non a caso i recenti adattamenti da comic book sono entrati nel tritacarne hollywoodiano e , una volta lì, in un luogo in cui troppe persone dicono la loro, si è perso del tutto il senso della storia di partenza, tutto viene snaturato. E questa è la ragione per cui io consiglio sempre di restare il più possibile fedeli alla storia".
Ma, dopo tutto questo, la domanda è: per "Sin City" sarà possibile continuare una storia su carta? Frank Miller ci riuscirebbe? "Domanda importante, perché oggi sedermi al tavolo senza pensare a Mickey Rourke mi viene difficile. Non so rispondere oggi. Solo il tempo mi darà la risposta".