Niente da nascondere

Niente da nascondere


Michael Haneke

Drammatico | Francia
(2005)

Tutto ha inizio con l’invio di una cassetta video al domicilio di Georges, un affermato conduttore francese di una rubrica televisiva dedicata ai libri. La benestante serenità di Georges e della sua famiglia ne è subito turbata. Le videocassette inviate successivamente sono avvolte in inquietanti disegni raffiguranti il viso di un bambino che vomita sangue e che hanno a che vedere con qualcosa accaduto a Georges tanti anni prima. A quel punto si cercano colpevoli e si inseguono sospetti, anche i più improbabili, e l’equilibrio nei rapporti familiari incomincia a vacillare.

Scavando nei ricordi del passato e nelle incertezze del presente il racconto si dipana e svela debolezze e squallori e, soprattutto, il senso di colpa e la codardia di una middle-class intellettuale ed esteta tormentata da rancori e rimorsi, collettivi e privati.

Tutto, in realtà, ha avuto inizio molto tempo addietro, in quel lontano 1961 quando – in occasione delle grandi manifestazioni parigine contro la guerra in Algeria – morirono circa duecento manifestanti fra cui anche i genitori di un bambino dodicenne, Majid. Sono ricordi lontani, Georges allora aveva solo 6 anni che grandi colpe può avere un bambino di quella età?

Le cassette e i disegni creano un clima di tensione e di sospetto che il regista austriaco Michael Hanecke sa rendere con straordinaria maestria costruendo lungo tutto l’arco della storia un’atmosfera angosciosa e inquietante enfatizzata dalla totale assenza di colonna sonora e dalla staticità delle inquadrature.

I lenti movimenti di macchina che seguono passo a passo i gesti quotidiani di Georges costruiscono aspettative che sono disattese, perché niente di clamoroso si cela nella sua storia (banale nel racconto alla moglie, inquietante nei ricordi che prendono forma nei sogni), niente di clamoroso, ma solo gelosia, insicurezza, paura, egoismo, freddezza, cinismo, che insieme costituiscono una barbarie umana che continua a convivere con l’eleganza e la cultura.

“Niente da nascondere” è un bel thriller psicologico tutto giocato sui sensi di colpa di un uomo e di una nazione, raccontato dal regista attraverso un’economicità dei movimenti della macchina da presa, quasi questa fosse l’occhio esterno e asettico di un giudice chiamato a indagare su una realtà ambigua, che cela profonde implicazioni, un occhio che si identifica anche con l’autore delle videocassette, fantasma impalbabile che il bel finale fa sfumare insieme ai titoli di coda.

Premiato per la miglior regia al festival del cinema di Cannes, “Niente da nascondere” sfoggia due grandi interpreti, primo fra tutti Daniel Auteil, affascinante e convincente, che sa riempire lo schermo con la sua bella faccia da noir francese e che merita di essere definito l’erede di Lino Ventura , e poi Juliette Binoche, che con un’espressività contenuta e naturale sa interpretare magnificamente il ruolo secondario di moglie esclusa. Da ricordare la presenza della sempre intensa Annie Girandot nel ruolo della madre.

04/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Caché
Distribuzione
Bim
Durata
114'
Sceneggiatura
Michael Haneke
Fotografia
Christian Berger

Trama

Georges, un affermato conduttore francese di una rubrica televisiva, riceve delle videocassette, avvolte in inquietanti disegni. La sua tranquilla e benestante vita familiare ne è subito turbata...
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