Petite Solange

Petite Solange


Axelle Ropert

Drammatico | Francia
(2021)

La vita sinora tranquilla e senza scosse dell’adolescente Solange viene pian piano sconvolta dalla fine della relazione dei genitori. Dai primi litigi dei due si passa alle litigate furiose, alla relazione extraconiugale del padre, alla separazione e, infine, alla decisione di vendere la casa in cui la protagonista è cresciuta. La ragazzina non riesce a reggere questo sconvolgimento della propria vita, soprattutto a causa della solitudine in cui viene a trovarsi, complice l’egoismo dei genitori, che si disinteressano di lei, e del fratello maggiore, che sceglie di partire verso un’altra città. Solange tenterà un gesto estremo ma, fortunatamente, si salverà riemergendo da questa esperienza con una maggiore consapevolezza e maturità, essendo ormai entrata nella vita adulta, caratterizzata, come dice la stessa protagonista al termine del lungometraggio, da una forte componente di dolore e sofferenza che va accettata.

“Petite Solange”, presentato nella sezione “Concorso internazionale” della 74° edizione del Festival di Locarno, riprende la storia di “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman e di “Storia di un matrimonio” di Noah Baumbach sviluppandole, tuttavia, dalla prospettiva della prole, in particolare dal punto di vista di chi, come Solange, sta attraversando quella delicatissima parte della propria vita che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta, l’adolescenza. La protagonista si trova improvvisamente senza più nessuna certezza relativa alla sua vita appena trascorsa, essendo abbandonata dal fratello e non potendo più contare sui propri genitori, troppo presi dalla propria nuova vita privata per curarsi veramente di lei, venendo così improvvisamente scaraventata verso una maturità che non può ancora possedere. Il film si caratterizza per una regia delicata e asciutta, scevra da elementi che si frappongano tra la protagonista e lo spettatore, essendo infatti privo di evidenti movimenti di macchina o di inquadrature effettuate da punti inusuali. La regista costruisce un  lungometraggio in cui primeggiano i primi piani dell’attrice, volti a testimoniare la lenta ma costante trasfigurazione del suo volto, da sorridente e reattivo a triste e introverso. Gli eventi esterni non vengono mai annunciati allo spettatore da altri personaggi, ma vengono scoperti e vissuti insieme a Solange, in un processo di focalizzazione interna estremamente forte: sia narrativo, cioè relativo alla distribuzione delle informazioni, sia visuale, determinato  dalla prevalenza dei primi piani sul volto della protagonista che sottolineano ed enfatizzano la sua ottima recitazione, nonostante la giovanissima età, incentrata su lievi variazioni delle sue espressioni e del suo tono di voce. Come “Incompreso” di Luigi Comencini o “Corpo celeste” di Alba Rohrwacher, lo sguardo registico sceglie di concentrarsi su un’innocente, su qualcuno che non possiede ancora gli strumenti per capire cosa sta accadendo in modo che la macchina da presa possa registrarne lo smarrimento insieme alla visione vergine, al contempo impaurita e affascinata dalla realtà che si manifesta nuova e sconosciuta. Questo aspetto è sottolineato dall’inquadratura finale: la regista sceglie di terminare il proprio lungometraggio zoomando sul volto di Solange che guarda in macchina, riprendendo e omaggiando in modo piuttosto evidente il finale de “I 400 colpi” di François Truffaut.

La prevalenza di primi piani si concentra soprattutto nella parte centrale di “Petite Solange”, dove la crisi della coppia genitoriale e della ragazza si fa più pressante, mentre la parte iniziale si caratterizza per una regia più ariosa, composta da totali e campi medi, volti ad includere l’ambiente circostante a differenza del prosieguo del film, in cui la protagonista si chiude in se stessa, nel proprio dolore e smarrimento esistenziale. Anche la fotografia viene strutturata in questo modo: i colori sono infatti più vivi e brillanti nella prima parte, per poi divenire più cupi, salvo ritornare nel finale a una maggiore vivacità, in modo da sottolineare la più grande consapevolezza a cui è approdata Solange.

08/08/2021

Cast e credits

Distribuzione
Frenetic Films
Durata
86'
Produzione
Aurora Films
Sceneggiatura
Axelle Ropert
Montaggio
Héloise Pelloquet
Musiche
Benjamin Esdraffo

Trama

La crisi dei coniugi Maserati viene raccontata attraverso gli occhi della figlia adolescente Solange, incapace di accettare e di comprendere il dolore e lo smarrimento che ne deriva.
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