La sposa!

La sposa!


Maggie Gyllenhaal

Fantascienza, Horror, Noir | Usa
(2026)

Il mito di Frankenstein appartiene a quella ristretta costellazione di narrazioni che il cinema continua a rielaborare perché al loro interno convivono già, in forma embrionale, alcune delle questioni centrali della modernità: la creazione artificiale della vita, la responsabilità del creatore, la solitudine della creatura, il desiderio di riconoscimento. Nel passaggio dalla letteratura allo schermo queste tensioni si sono spesso concentrate sulla figura del mostro, trasformato in icona tragica della diversità. Con “La sposa!”, secondo lungometraggio da regista di Maggie Gyllenhaal, lo sguardo si sposta invece verso la creatura che nella tradizione cinematografica è rimasta quasi sempre una presenza fugace: la compagna immaginata dal mostro nel finale di “Bride of Frankenstein” di James Whale.

L’operazione della regista non consiste tanto nel riprendere la vicenda originaria di Frankenstein, quanto nel compiere uno slittamento di prospettiva: la creatura femminile, qui incarnata da Jessie Buckley, diventa il centro di un racconto che mette in discussione l’idea stessa di identità imposta. Ambientato in una Chicago degli anni Trenta febbrile e artificiale, il film segue il mostro interpretato da Christian Bale mentre chiede alla scienziata Euphronious di riportare in vita una donna che possa diventare la sua compagna. L’esperimento riesce, ma il risultato sfugge immediatamente al controllo dei suoi creatori: la Sposa non accetta di essere il completamento di qualcuno, né il prodotto di una volontà altrui.

È in questo gesto di rifiuto che Gyllenhaal innesta il proprio discorso. Più che un horror gotico, “La sposa!” si presenta come un oggetto ibrido, attraversato da registri diversi: il melodramma romantico, il gangster movie, la fuga criminale alla maniera di “Bonnie and Clyde“, fino a una vena ironica che non nasconde la consapevolezza cinefila dell’operazione. Il film sembra dialogare contemporaneamente con il cinema espressionista, con le derive pop del gotico contemporaneo e con una certa estetica della New Hollywood, producendo una stratificazione che a tratti appare volutamente eccentrica.

La regia insiste su questa natura instabile anche sul piano visivo. La fotografia costruisce una Chicago che non cerca il realismo storico ma una dimensione quasi mitologica: interni notturni saturi, luci elettriche che tagliano lo spazio, ambienti che oscillano tra laboratorio scientifico e teatro decadente. In questo contesto la figura della Sposa diventa un corpo scenico prima ancora che un personaggio narrativo: i costumi, i colori accesi, gli stivali rossi che attraversano i bassifondi trasformano la creatura in un’icona visiva, una presenza che rifiuta la neutralità.

Il film trova il proprio centro nella dinamica tra le due creature. Il mostro di Bale non è la figura tragica del cinema classico ma una presenza malinconica, quasi dimessa, che porta sulle spalle il peso di una lunga sopravvivenza. La relazione con la Sposa nasce da una menzogna – l’idea di un destino comune costruito artificialmente – e si sviluppa come un rapporto instabile tra desiderio di appartenenza e bisogno di libertà. In questo senso Gyllenhaal ribalta il paradigma romantico: l’amore non è la soluzione della mostruosità ma il luogo in cui essa diventa ancora più evidente.

Attorno alla coppia si muove una costellazione di figure secondarie – il detective incaricato di inseguirli, la sua compagna più lucida di lui, la scienziata che ha reso possibile la resurrezione – che ampliano il racconto trasformandolo progressivamente in una sorta di parabola sociale. Il mondo che circonda i protagonisti appare incapace di comprendere ciò che ha generato: la creatura femminile non è semplicemente un errore scientifico ma un elemento perturbante, una presenza che mette in crisi le gerarchie su cui si regge l’ordine sociale.

10/03/2026

Cast e credits

Titolo Originale
The Bride!
Distribuzione
Warner Bros. Pictures
Durata
127'
Produzione
First Love Films, In the Current Company
Sceneggiatura
Maggie Gyllenhaal
Fotografia
Lawrence Sher
Scenografie
Karen Murphy
Montaggio
Dylan Tichenor
Musiche
Hildur Guðnadóttir
Costumi
Sandy Powell

Trama

Nella Chicago degli anni Trenta, un solitario mostro di Frankenstein chiamato Frank giunge in città alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo a creare una compagna. Si rivolge così alla brillante scienziata Dr. Euphronious, che accetta di riportare in vita il corpo di una giovane donna assassinata. Dalla morte nasce così la Sposa, una creatura che presto si rivela molto più autonoma e imprevedibile di quanto i suoi creatori avessero immaginato. La nuova coppia si ritrova così al centro di una storia d’amore tumultuosa e di una fuga che attirerà l’attenzione della polizia e di un radicale movimento sociale. 
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi