Love Me Tender

Love Me Tender


Anna Cazenave Cambet

Drammatico | Francia
(2025)

Il 2020 non è stato un anno facile per nessuno. L’editoria, come quasi ogni altro settore della cultura, ha risentito pesantemente delle conseguenze della pandemia, sospendendo molte delle attività inerenti alla filiera del libro e ridimensionando drasticamente le nuove pubblicazioni. Non tutte però: in un clima sospeso e inquieto, nel 2020 esce in Francia il più recente lavoro di Costance Debré, il romanzo autobiografico “Love Me Tender”, storia vera di una madre che paga un prezzo altissimo perché sceglie di vivere apertamente la propria sessualità.

Nel 2025 il libro è diventato un film, presentato nella prestigiosa sezione Un Certain Regard della 78ª edizione del Festival di Cannes: a portarlo sullo schermo è Anna Cazenave Cambet, regista giovane e di spiccata sensibilità, che raccoglie la prosa confessionale della scrittrice e la trasforma in un’opera in movimento che non ha nessuna paura di percorrere terreni scivolosi e sceglie sempre la via più accidentata.

Al centro di ogni cosa sta Clémence, a cui Vicky Krieps presta magnificamente corpo, voce e volto. Ci viene presentata un po’ alla volta, una spalla, la schiena, la nuca, braccia toniche che fendono l’acqua di una piscina di quartiere. È sicura di sé, carismatica, le donne la guardano con desiderio, gli uomini la salutano con cameratismo. La macchina da presa le sta addosso, quasi respira con lei, privilegiando i dettagli, i primi e i primissimi piani. Clémence è madre di un bambino di nome Paul, di cui condivide l’affido con l’ex marito Laurent (Antoine Reinartz). I rapporti tra i due sono sereni e distesi finché una confessione cambia tutto: Clémence rivela a Laurent di stare finalmente esplorando la propria sessualità, coltivando relazioni con altre donne. Da qui, senza nessun indizio, Clémence si trova estromessa dalla vita del figlio, tenuta a distanza dal marito che chiede un affidamento esclusivo e le impedisce qualsiasi contatto. Si aprono anni di battaglie legali, tra udienze, telefonate a vuoto, perizie psichiatriche (“Avere delle relazioni omosessuali non può essere considerato un segno di instabilità nella nostra epoca”) e logoranti vicoli ciechi, che rimandano sempre al punto di partenza e intanto il tempo scorre e il figlio cresce lontano.

Potrebbe imboccare una direazione precisa, ma “Love Me Tender” non è un dramma giudiziario: a interessare la regista è soprattutto il racconto intimo, la realtà di una madre costretta a difendere il suo diritto di essere una donna libera, perché quella libertà non la rende meno capace o meritevole, è anzi il regalo più onesto che può dare al figlio di sé. E lo racconta, coraggiosamente, portando sullo schermo una donna tutt’altro che esemplare, che coltiva un’idea di femminilità non rassicurante, che gira di notte per locali, divide la casa con ragazzi più giovani e ha frequenti avventure. Lo sguardo di Cazenave Cambet è sensibile e mai giudicante, è spesso stretto sui volti, indugia sui corpi femminili accarezzati dai chiaroscuri e, quando si apre, regala composizioni di delicata bellezza. Sceglie però fin da subito di sigillarsi alla sua protagonista, lasciando relativamente ai margini gli altri personaggi, facendo di lei il punto di fuga di ogni scena.

Non c’è consolazione ma neppure melodramma, è tutto anzi piuttosto trattenuto, consegnato all’espressività di Vicky Krieps – risultano ridondanti, in effetti, i suoi frequenti voice over perché il film non ne ha alcun bisogno, è già tutto raccontato dal volto.

Maxence Dussère compone una colonna sonora al servizio della storia, trascinante ma mai invadente, fa un uso abbondante di archi e percussioni e le parole, poche, sottolineano meglio i pensieri di qualsiasi voce fuori campo.

Il finale è troppo dilatato e il secondo atto molto più lento, ma Cazenave Cambet è una regista da tenere d’occhio perché osa. Osa parlare di una società che giudica le madri perché non incasellabili in modelli precisi, osa raccontare il risentimento maschile, osa inserirsi in una tradizione filmica che ha antenati poderosi (“Kramer contro Kramer”, “Storia di un matrimonio“) e lo fa da un punto di vista iper-contemporaneo, interrogandosi su identità e auto-determinazione.

27/04/2026

Cast e credits

Titolo Originale
Love Me Tender
Distribuzione
Wanted Cinema
Durata
134'
Produzione
France 2 Cinéma, Novoprod, Viktoria Productions
Sceneggiatura
Anna Cazenave Cambet
Fotografia
Kristy Baboul
Montaggio
Joris Laquittant
Musiche
Maxence Dussère

Trama

Verso la fine dell'estate, Clémence rivela al suo ex marito Laurent di avere relazioni sentimentali con altre donne. La reazione di Laurent è violenta: chiede l'affidamento esclusivo del figlio e le impedisce qualsiasi contatto, estromettendola dalla sua vita. Da quel momento Clémence dovrà lottare per anni per affermare i suoi diritti di madre e donna libera. 

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi