Grazie a un talento innato e a quel viso storto, unico, particolarissimo, deformato da una pallonata, guadagnò un ruolo prominente fra i caratteristi comici della sua generazione, recitando per autori del calibro di De Sica, Gassman, Monicelli, Steno, Zampa, Eduardo De Filippo, Roger Vadim e Roman Polanski, a fianco di interpreti come Mastroianni, Sordi, Totò, Aldo Fabrizi e Peter Sellers.
Fu però Pupi Avati a intuirne per primo le potenzialità drammatiche, assegnandogli il ruolo da protagonista in “Gita Scolastica” (1983), grazie al quale vinse Nastro d’Argento, Globo d’Oro e Pasinetti, seguito dall’ottimo “Festa di laurea” (1985) e dal cult “Regalo di Natale” (1986) in cui vestì i panni dell’indimenticabile avvocato Santelia, ruolo che gli valse la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione al Festival di Venezia.
Ci lascia in dono quell’irripetibile amalgama di timidezza e cinismo, delicatezza e pungente ironia che lo accomuna a molti dei suoi personaggi, tramite i quali ha inciso un segno indelebile nel panorama variegato e ricco del cinema italiano.