Sacha Baron Cohen racconta come è riuscito a trasformarsi da Borat a dittatore
Trionfa Michael Haneke: al regista austriaco la Palma d'oro per "Amour". Ma vince anche Matteo Garrone, a cui va il Grand Prix per "Reality"
Un romanzo su un'ossessione cinefilo-amorosa, che ha per oggetto una delle nuove muse di Hollywood, Kirsten Dunst
Teho Teardo è uno dei musicisti più richiesti dal cinema italiano. Lo abbiamo intervistato dopo l'uscita del suo ultimo lavoro, la colonna sonora di "Diaz"
Ricognizione e bilancio del festival completamente dedicato al cinema asiatico, che si svolge da ormai tre lustri a Udine. In questo 2012 il FEFF ha affrontato con coraggio un'edizione difficile, riuscendo a conseguire un ottimo risultato sia dal punto di vista qualitativo che sotto l'aspetto puramente "numerico"
Per tutti è stato il momento in cui il paese ha perso l'innocenza. Di certo da allora il nostro è diventato il paese del buio, trasparenza (quasi) zero, connivenze senza soluzioni di continuità e gioco al massacro del tutti buoni tutti cattivi.
Che cosa significa lavorare a un quadro come un ragno alla sua tela, cercando di catturare l'occhio dello spettatore. Questo cercava di fare Pieter Bruegel e Lech Majewski ha cercato questo movimento, questa tensione, questo lavoro per andare alle radici di un quadro. Che è "La salita al Calvario" di Pieter Bruegel.
La Redazione di Ondacinema presenta un viaggio guidato tra i più interessanti sguardi cinematografici che si stanno affermando in questo squarcio di nuovo millennio cercando di tracciare una rotta sicura tra le acque agitate da tanti talentuosi autori emergenti
Radu Mihaileanu, regista francese di origini romene, racconta la ganesi del suo ultimo film, "La sorgente dell'amore"
Freschi vincitori dell'Orso d'Oro a Berlino i fratelli Taviani raccontano il loro "Cesare deve morire" all'anteprima tenutasi all'Odeon Cinehall di Firenze
"Cinquanta per cento volontà e ragione, cinquanta per cento caso e fortuna, per noi è stato sempre così". La sintesi è questa. Di tutte le emozioni di Paolo e Vittorio Taviani all'indomani della vittoria alla Berlinale, che li ha fatti tornare in Italia con l 'Orso d'Oro in mano.
Ogni epoca ha il suo vibratore. Vedere per credere dopo i titoli di coda di "Hysteria" l'irresistibile galleria vintage e non solo. Magari per scoprire che anche la Regina Vittoria non li disprezzava anche se in alcuni stati americani erano ancora vietati sino a pochi anni fa.