E al suo posto si è sentita anche la protagonista Maggie Gyllenhaal che ammette: “Non ho avuto timori particolari. Non si può ignorare che c’era molto di divertente ma anche di interessante nella storia di un’invenzione del genere nell’Inghilterra vittoriana, semmai il punto è che siamo molto più vittoriani di quanto non pensiamo. Ancora oggi. Il ruolo era poi ben scritto, mentre spesso ti arrivano copioni su cui sai già che devi rilavorare e poi il mio personaggio era così selvaggio e irresistibile. Se fossi stata una donna vittoriana , avrei voluto essere come lei. Anche se magari non c’erano allora donne come lei”. E, se le si chiede che cosa ci ha messo davvero di suo, risponde: “La mia follia che nulla ha a che vedere con quella estrema della protagonista. Ma volevo che si capisse che la sua era una radicalità intima più che esterna o ideologica”.
E se la regista spiega di averlo fatto “perché questa storia da subito mi ha fatto ridere ma anche mi ha fatto riflettere: sono tanti i film che raccontano di donne ma dal di fuori e senza essere davvero divertenti, questo era perfetto invece perchè faceva l’opposto”, la Gyllenhaal ha altro da precisare. E non a torto: “Il film è importante perchè oggi tutti pensiamo di essere liberi e spregiudicati , soprattutto riguardo al sesso e , invece, non lo siamo affatto e abbiamo ancora moltissimi tabù. Diamo per scontate cose che purtroppo non lo sono affatto, pensiamo che certe conquiste siano una certezza e non è vero. IL che significa che c’è ancora molto da fare e da combattere”.