District 9

District 9


Neill Blomkamp

Fantascienza | Nuova Zelanda, Usa
(2009)
Gli alieni arrivano sul nostro pianeta dalla porta di servizio, parcheggiando la loro astronave madre nei cieli di Johannesburg, non hanno intenti nefasti, non vogliono invaderci ne distruggerci, sono solo disperati e denutriti, in fuga, chissà perché, dal loro mondo, e in cerca di aiuto. Peter Jackson ha visto giusto nel produrre il primo lungometraggio del giovane sudafricano Neil Blomkamp, ispirato al suo corto “Alive in Joburg”. Di fatto con un budget di appena trenta milioni di dollari (incassati oltre 110 solo negli Usa) ha realizzato un’opera visivamente ricchissima, colma di effetti animatronici e digitali, che restituisce un impressionante senso di realismo e degradazione, all’antitesi dell’innocua giocosità dei kolossal americani. Insomma, da tenere d’occhio questo Neil Blomkamp. Peccato però che, almeno per chi scrive, visto che le recensioni oltreoceano sono tutte entusiastiche, “District 9” risulti riuscito a metà.

 

Gli intenti politici e satirici sono più che ovvi, gli extraterrestri come gli immigrati del futuro, la diffidenza del resto della popolazione, lo sfruttamento della criminalità, gli scontri culturali, il cinismo dei potenti che vorrebbero “sfrattarli”. Il regista ci racconta tutto questo con i mezzi del mockumentary (questo era “Alive in Joburg”), mescolando fittizie riprese tv, fasulli filmati di repertorio e interviste realizzate ad hoc a presunti esperti e dirigenti governativi. Come nel recente “Cloverfield” si realizza un interessante e vertiginoso cortocircuito tra realtà e finzione, parecchio coraggioso se si considera la natura “mainstream” del prodotto in esame. Peccato però che questo meccanismo ceda presto il passo ad una struttura più lineare e classica, che si concentra su un solo personaggio, l’impacciato e codardo agente statale Wikus Van De Merwe, che dopo essere stato a contatto con un misterioso fluido alieno, inizia egli stesso a trasformarsi in un “gamberone” (così sono ribattezzati gli extraterrestri). L’inchiesta sulle abitudini dei “visitatori” si trasforma piuttosto repentinamente in un robusto action, che ricicla con mestiere oltre vent’anni di cinema sci-fi. La mutazione quasi kafkiana di Van De Merwe riporta alla mente quella de “La mosca” di Cronenberg (il protagonista che, con effetti raccapriccianti sul pubblico, perde unghie e denti), l’esoscheletro robotico del confronto finale è identico a quello indossato da Sigourney Weaver in “Aliens”, il design stesso degli alieni è una via di mezzo tra quello degli insetti giganti del sottovalutato “Starship Troopers” e i buffi avventori della cantina del primo “Guerre Stellari”.

Nulla di male in questo sapiente gioco di rimandi e citazioni, ma vista la partenza sorprendente era lecito aspettarsi qualcosa di più incisivo. Il parallelo tra alieni ed emarginati passa sullo sfondo, travolto dal ritmo travolgente dell’azione, dove il protagonista, braccato dai suoi ex colleghi intenzionati a sezionarlo e studiarlo, tenta di trovare un modo per far ripartire la nave degli extraterrestri. E così tra micidiali scontri a fuoco (non proprio necessaria l’insistenza sullo splatter) e corse contro il tempo, si arriva alla sospirata conclusione, che preannuncia già imminenti sequel (il trasferimento degli alieni nel “Distretto 10”) e battaglie intergalattiche. Quello di Blomkamp è senza dubbio un film più che discreto, che non ha tuttavia il coraggio di spingersi sino in fondo, risultando troppo legato a quella tradizione fantascientifica che nell’incipit pareva intenzionato a sgretolare.

24/09/2009

Cast e credits

Titolo Originale
District 9
Distribuzione
Sony Pictures
Durata
112'
Sceneggiatura
Neil Blomkamp, Terri Tatchell
Fotografia
Trent Opaloch
Scenografie
Philip Ivey
Montaggio
Julian Clarke
Musiche
Clinton Shorter
Costumi
Dianna Cillers

Trama

Un documentario tenta di far luce sulla difficile convivenza tra gli umani e gli alieni che vivono nel misterioso "Distretto 9"
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