Better Days

Better Days


Derek Tsang

Drammatico | Cina, Hong Kong
(2019)

A sessanta giorni dall’esame di ammissione all’università una giovane studentessa si suicida gettandosi dalla balconata di un campus di Chongqing, municipalità autonoma della Cina meridionale. Attorno al suo corpo immobile al centro del piazzale dell’istituto scattano le foto dei telefonini dei ragazzi, morbose testimonianze dell’evento. La sola Chen Nian ha un moto di pietà, attraversa l’immaginario cordone di distanza di sicurezza dalla morte e posa la sua giacca sul corpo della ragazza decretando, di fatto, la propria condanna “social”. Da questo momento, come avesse raccolto il testimone dello stigma, toccherà a lei ricevere le premurose attenzioni delle bulle della classe. 

“Better Days” candidato agli Oscar per il Miglior film internazionale in quota Hong Kong è la descrizione spietata di un rito di passaggio (quello dalla giovinezza all’età adulta) che il regista Derek Tsang racconta come una discesa negli inferi del sistema scolastico che invece di studenti pare formare militari da mandare al fronte. Nel countdown che dovrà portare agli esami finali, l’intero mondo adulto, dagli insegnanti, al preside, ai genitori, alzano costantemente la pressione affinché le giovani reclute arrivino pronte all’appuntamento con la sfrenata competizione di un Paese costretto fisiologicamente – visti i numeri della sua popolazione – ad operare una costante opera di selezione. I numeri fanno girare la testa: ogni anno ci sono quasi dieci milioni di studenti impegnati a sostenere il Gaokao, l’esame che deciderà il loro futuro nella società.

Dall’altra parte, accampati sul lato oscuro della luna, i giovani senza possibilità, quelli che si muovono al di sotto del livello stradale e che privati delle divise monocromatiche di una scuola, sono come nudi di fronte all’esistenza e costretti ad arrangiarsi: tra loro Liu Beishan che salvato proprio da Chen nel bel mezzo di un pestaggio, decide di prendersi cura della ragazza vegliando su di lei fino al giorno fatidico che le permetterebbe di essere ammessa ad un’università di Pechino e difendendola dagli attacchi incrociati delle perfide compagne. Una protezione che conserva la distanza tra i due ragazzi, come se il futuro così diverso al quale sono naturalmente destinati li ponesse inevitabilmente lontano dal contatto. Chen cammina su un marciapiede; il suo protettore, nascosto sotto il cappuccio della felpa, si muove sull’altro lato della strada, pronto ad intervenire. Nel mezzo ci sono gli adulti, i loro occhi e le loro bocche che non vedono e che non parlano, e che perlopiù fraintendono. Genitori assenti, come la madre di Chen che dirige un mercato di prodotti contraffatti; è braccata dalle persone alle quali ha mollato il bidone e vive nascosta altrove; come gli insegnanti concentrati solo sull’obiettivo finale, motivatori senz’anima: “o si è un bullo o si viene bullizzati”, sentenzia il capo della polizia mentre sorseggia una birra di fronte al giovane investigatore Zheng Yi che pare essersi preso a cuore la storia complicata di Chen.

“Better Days” – l’adattamento del romanzo di Jiu Yuexi pubblicato on-line nel 2015 e dato alle stampe l’anno seguente – conserva la natura bifronte del testo e su un impianto da teen drama innesta sconfinamenti thriller che lambiscono l’horror; allo stesso tempo, in oltre due ore di narrazione (troppe a dire il vero) lavora a un ininterrotto slittamento del punto di vista dello spettatore, costringendolo, spesso con l’ausilio di lunghi flashback, a un transfert infinito che a ogni svolta narrativa ribalta i ruoli delle vittime e dei carnefici, sbugiardando la massima del capo della polizia: si può essere bulli e allo stesso tempo essere bullizzati, basta trovarsi nelle condizioni di esercitare almeno una volta un atto di prevaricazione.

Un film che avanza perdendo per strada pezzi di umanità per ridursi a una lotta per la sopravvivenza sempre più radicale. E Tsang risulta molto convincente quando mette in relazione l’insicurezza degli spazi fisici abitati dai suoi personaggi (vicoli poco illuminati, zone d’ombra, scalinate infinite, sottopassaggi fetidi) con la proliferazione della gogna mediatica: entrambe dimensioni senza via di scampo. Per questo il trionfo di primi piani stretti che la mdp continua a dedicare ai due protagonisti della storia non si accontenta di scandagliare i volti della sofferenza, ma pretende ettolitri di lacrime e sangue. Ci vogliono sentimenti estremi per sgretolare la placida apatia – ci dice -; è necessario arrivare ad un punto limite affinché il brulicante andirivieni di umanità si accorga di quell’unica anima in subbuglio.

Ma davvero si può credere che tutto questo dolore finirà una volta diventati grandi? “Tutto si dimentica”, blatera il preside dell’istituto, ma a quale prezzo? Gli uomini fatti e le donne fatte di Tsang sembrano tanti involucri vuoti. Forse allora è meglio prendersi dei rischi finché si è inconsapevoli delle conseguenze. Chen e Liu nella loro ribellione contro il mondo (lei per entrarci dalla porta principale; lui sacrificando la sua non-vita per una causa che ritiene giusta), amano il loro reciproco modo di guardare il mondo. Sono tenaci, capaci di reggere un doppio interrogatorio di polizia negando quello che hanno più a cuore: la possibilità di veder riconosciuto se stesso nell’altro. Come due estranei portano alle estreme conseguenze i loro obiettivi; in solitaria, come pretende la società che per dare un futuro nega loro il presente. Ma sanno che c’è un modo per non perdersi, anche camminando a distanza, sempre sulla stessa via, avendo cura di non perdere di vista l’altro essere umano. “This used to be our playground”, e per non perderlo dobbiamo difenderlo.

19/04/2021

Cast e credits

Titolo Originale
Shàonián de nǐ
Distribuzione
Clover Films, Lian Rui Pictures, Shooting Pictures
Durata
138'
Produzione
FatKids, Goodfellas Pictures
Sceneggiatura
Lam Wing-sum, Li Yuan Li, Xu Yimeng
Fotografia
Yu Jing-pin
Scenografie
Liang Honghu
Montaggio
Zhang Yibo
Musiche
Varqa Buehrer
Costumi
Dora Ng

Trama

Dal bestseller di Jiu Yuexi. A poche settimane dal test di ammissione all'Università, una giovane studentessa di un campus della città di Chongqing, tormentata per mesi dai compagni di classe, si suicida. Chen Nian, sconvolta dall'accaduto, si rende ben presto conto di essere il nuovo bersaglio dei bulli della sua scuola. L'incontro con Liu Bieshan, giovane delinquente della zona, significherà la speranza di essere protetta e di avere una chance per superare l'esame e fuggire a Pechino.
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