Unfriended

Unfriended


Levan Gabriadze

Horror | Usa
(2014)

Laura Barns è una giovane studentessa californiana spinta al suicidio dopo che un video che la riprende ubriaca viene postato su Youtube. A un anno di distanza sei amici della ragazza morta, Blaire, il fidanzato Mitch, Jess, Adam, Val, si collegano come al solito in Skype per chiacchierare tra di loro, quando si accorgono che c’è un intruso sconosciuto. Non riescono in alcun modo a far scollegare l’ospite e nel procedere veloce della vicenda si scopre che lo sconosciuto corrisponde agli account web di Laura Barns. Inizia un gioco mortale e sadico che il “fantasma” telematico della ragazza impone ai giovani, tutti suoi amici e conoscenti e in qualche modo corresponsabili della sua morte.

Nell’era dei social network, dove l’orrore è quotidiano e siamo assuefatti alle immagini di guerra e violenze di ogni tipo che si diffondono tramite il web, “Unfriended” è un film horror che potenzialmente potrebbe suscitare interesse, ma non convince per quanto riguarda i contenuti e risulta ambiguo dal lato estetico.

Innanzi tutto, la tematica principale del cyber bullismo è ormai un pretesto narrativo strausato e in “Unfriended” rimane a un livello superficiale che serve solo per scatenare un minimo processo di causa-effetto. E proprio questa superficialità porta a un concatenarsi meccanico e sequenziale degli eventi su una sceneggiatura piena di cliché visivi. Se da un lato la labile critica al mondo pieno di pericoli di internet (ma non è pieno di pericoli anche il mondo reale?) è già stata declinata mille volte meglio in altri film (come ad esempio nel pregevole “Disconnect“), la tematica horror richiama in modo derivativo opere come la saga di Saw – l’Enigmista o del J-horror degli ultimi anni (su tutti citiamo le serie di “The Call” o di “Ringu”). Insomma, dopo l’iniziale interesse dal punto di vista emotivo la tensione cala proprio per la iterazione prevedibile degli eventi. Non c’è nessuna meraviglia in quello che si vede e alla fine anche l’iniziale angoscia scema velocemente, come altrettanto velocemente i sei amici scivolano verso il prevedibile finale.

Esteticamente il film è stato definito in modo erroneo un mockumentary. Ma “Unfriended” è un film di finzione a tutti gli effetti che vuole imitare la realtà in cui si utilizza una sola inquadratura fissa sul computer di Blaire e la dinamicità è determinata dall’utilizzo degli strumenti social e dalla loro composizione interna all’inquadratura: inizia con il video del suicidio di una Laura Barns su Youtube e continua con la messa in serie di una multi chiamata tramite Skype, visite su facebook, musica da Spotify, chatroom private. E l’ambiguità estetica è data proprio dall’utilizzo di questo tipo di strumenti comunicativi senza nessuna elaborazione linguistica cinematografica: non c’è soluzione di continuità tra quello che si vede in “Unfriended” e ciò che è rappresentato nel web. Oltretutto non facciamoci ingannare dal fatto che un film del genere possa essere tracimato nella realtà virtuale e la sua creazione abbia influenzato in modo virale la comunità nata in Internet e le differenti pagine facebook dedicate a Laura Barns. E’ invece vero il contrario, visto che il marketing virale è iniziato ben prima dell’uscita del film e, anzi, inquadrature e teaser molte volte non corrispondono a quello che si vede nel film, che diviene un’appendice della “narrazione” costruita e alimentate nel web. Forse, allora, “Unfriended” ha meno a che fare con il cinema, ma più con un evento di sociologia della comunicazione.

20/06/2015

Cast e credits

Distribuzione
Universal Pictures
Durata
82'
Produzione
Bazelevs Production, Blumhouse Productions
Sceneggiatura
Nelson Greaves
Fotografia
Adam Sidman
Scenografie
Heidi Koleto
Montaggio
Parker Laramie
Costumi
Veronica Belenikina

Trama

Durante una video chat notturna, sei amici studenti in una scuola californiana ricevono un messaggio di Skype da una compagna di classe che si è suicidata un anno prima. Inizialmente pensano che si tratti di uno scherzo, ma capiscono in fretta di avere a che fare con un'entità che non fa parte di questo mondo, qualcosa che li vuole morti.

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