CAST & CREDITS

cast:
Luis Tosar, Marta Etura

regia:
Jaume Balagueró

distribuzione:
Lucky red

durata:
96'

produzione:
Filmax Entertainment

sceneggiatura:
Alberto Marini

fotografia:
Pablo Rosso

montaggio:
Guillermo de la Cal

musiche:
Lucas Vidal

Bed Time | Recensione | Ondacinema

Bed Time

di Jaume Balagueró

thriller, Spagna (2011)

di Alberto Mazzoni

Voto: 7.5

Cesar è un depresso che ha come unica consolazione per la propria infelicità la vista dell'infelicità altrui. E se incontra qualcuno che infelice non è, come la sorridente e gentile Clara, impiega tutta la sua cattiveria e la sua intelligenza per rendere la vita di lei un incubo. Tutto questo è reso facile dal fatto che Cesar è il portiere del palazzo dove Clara vive, e non solo ha accesso al suo appartamento, ma ne conosce tutti i punti deboli...

"Bed Time" (titolo originale, molto più azzeccato, "Mientras duermes" cioè mentre dormi) è un thriller terrificante, inquietante, perfido, implacabile. I piani semplici ed efficaci di Cesar per avvelenare la vita altrui emergono progressivamente fino a un quadro finale mefistofelico. Mentre ci addentriamo nella mente di Cesar, Balaguerò ci sottopone incessantemente a scene di tensione molto efficaci, alcune delle quali lasciano senza fiato. Quello che terrorizza è la verosimiglianza dell'ambientazione, di ogni situazione, delle dinamiche dei personaggi. Anche Cesar non è un improbabile serial killer, un disturbato mentale o simili. Semplicemente, come molti, trova consolazione della propria vita grama nel dolore altrui, è solo più spietato ed efficace di altri.

La trama è così continuamente spiazzante che raccontarne troppo sarebbe un peccato. Lo spettatore ne sa più dei poveri coinquilini (che come in ogni buon thriller si vorrebbero continuamente avvertire di ciò che sta succedendo), ma sempre meno di Cesar, che ci sorprende di continuo. Il cast non è eccezionale, ma di attori bravi ce ne volevano solo due: la vittima e il carnefice, e Marta Etura e Luis Tosar (entrambi volti noti in Spagna) adempiono perfettamente al loro compito. La regia è efficace, di ottimo mestiere, invisibile per la maggior parte del tempo ma sempre intelligente (un po' come Cesar). Balaguerò fa un uso interessante della messa a fuoco per collegare ciò che sta di fronte, nitido, e ciò che si svolge sullo sfondo, quasi indistinto eppure presente. Analogamente i movimenti di macchina verticali raccordano ciò che sta sopra e ciò che sta sotto. Nel film questa contrapposizione è palese a partire dal contrasto tra l'orribile seminterrato del portiere e gli appartamenti luminosi con vista dei ricchi inquilini, che ricordano gli indimenticabili due livelli di "Gosford Park".

Sia chiaro che "Bed Time" non è un film di critica sociale: è semplicemente un film così realistico da includere inevitabilmente le divisioni sociali che esistono nella realtà. Allo stesso modo la psicologia dei personaggi c'è solo nella misura in cui è funzionale alla storia. Quello che conta è solo l'efficacia thriller. A tal proposito non si può non pensare che in un'epoca in cui vampiri e zombie sono glamour più che terrificanti, in cui "Quella casa del bosco" ha posto la parola fine al film horror americano standard, in cui gli horror presunti d'avanguardia puntano quasi esclusivamente sul disgusto, per provare paura al cinema si potrebbe ri-partire da storie come questa, di uomini cattivi. Ripartire da Hitchcock, in pratica, da "Psycho". Dai registi che sanno come creare tensione: per Balaguerò, celebre per i suoi interessanti horror ("REC") questa è senza dubbio la prova della maturità.
In conclusione, se vi piace uscire dal cinema inquieti e turbati, andate a vedere "Bed Time" e probabilmente vi troverete prima di dormire a chiudere la porta a doppia mandata e a dare un'occhiata sotto al letto...