CAST & CREDITS

cast:
Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Michele Placido

regia:
Nanni Moretti

distribuzione:
Medusa

durata:
112'

produzione:
Angelo Barbagallo, Nanni Moretti

sceneggiatura:
Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli

fotografia:
Arnaldo Catinari

Il caimano | Recensione | Ondacinema

Il caimano

di Nanni Moretti

commedia, drammatico, Italia (2006)

di Luca Baroncini

Voto: 7.0

Premessa importante: "Il Caimano" non è un film su Berlusconi, ma è un film di Nanni Moretti. Può sembrare scontato, ma è apprezzabile vedere come la forte personalità dell'autore non si sia lasciata condizionare più di tanto nel costruire un film in cui la contemporaneità è centrale ma non sovrasta le motivazioni dei personaggi. Certo, si può discutere della furbata di fare uscire il film a due settimane dal voto. L'attesa spasmodica, la efficacissima campagna promozionale incentrata su silenzi e mistero, la manipolazione dei mass-media, la strumentalizzazione politica, faranno molto bene agli incassi, ma rischieranno di deludere chi varcherà la soglia del cinema con la necessità di vedere un film che dica finalmente "qualcosa di sinistra". Non perché il lungometraggio manchi di un punto di vista forte, ma perché alla fine scuote meno del previsto.

Al di là dell'evento mediatico, "Il Caimano" è anche un'opera interessante. Il cinema di Moretti è, come sempre, molto personale; politico come in precedenza, perché immerge i personaggi nel presente, con un grigiore che si ripercuote dal luccichio ingannevole delle tele-ballerine alle difficoltà del quotidiano. Ma senza il peso di un'ideologia da teorizzare, lasciando che i personaggi vadano per la loro strada. La sensazione, a caldo, è che la carne al fuoco sia tanta, forse troppa, e che non tutto arrivi in modo calibrato. C'è il tentativo, in parte riuscito, di fondere una dimensione privata con gli interrogativi della collettività. Difficile farlo senza incorrere nelle banalità del già visto e sentito. Per fortuna Nanni Moretti evita le trappole del comizio e non ambisce al documentario.

L'occasione di attaccare la scena politica attuale è offerta dalla scelta, non originale ma efficace, di un collante meta-cinematografico. Uno dei personaggi è infatti una giovane regista alla ricerca di un produttore per un film che racconti l'epopea di Berlusconi e il declino a cui ha portato il paese. Il rischio di uno sterile parlarsi addosso, con il giochino delle citazioni e dei camei illustri, è grande, ma la autoreferenzialità, pur notandosi, non disturba. Il difetto principale degli spezzoni di film trash diretti dal protagonista (un bravissimo Silvio Orlando) è che sono lunghetti e non così spassosi, ma la cornice permette di dire in modo trasversale cose importanti ("Da dove vengono tutti questi soldi?") evitando la petulanza di chi è già ideologicamente schierato. In questo senso la critica al potere di Moretti è lucida e ben condotta, anche se marginale al racconto, imbevuto di personaggi che comunque ne escono indenni, parlano ogni tanto del presente ma non si sporcano direttamente le mani.

Il film finisce infatti per sbilanciarsi verso le strade rodate di un capolinea affettivo, di cui volutamente si tacciono le cause e messo in scena solo nelle conseguenze. Anche in questo caso la scelta stilistica è ammirevole, ma il rischio di una leggerezza e di un dolore costruiti a tavolino è sempre nell'aria. Così come appare un po' superficiale la descrizione dei meccanismi produttivi dell'ambiente cinematografico e troppo calcata la piacioneria dei bambini. Ma con Nanni Moretti è così: prendere o lasciare. E nell'asfittico panorama contemporaneo trovare un artista capace di esporsi a suo modo, con antipatia, coerenza e decisione, è cosa comunque preziosa. Del resto, come dice lo stesso Moretti, anche attore, "chi sa sa e chi non sa non vuole sapere", quindi inutile pensare che un film debba mostrare ciò che è già, da tempo, sotto gli occhi di tutti. Anche se...

(in collaborazione con Gli Spietati)