CAST & CREDITS

cast:
Matteo Tosi, Eleanor James, Gerry Shanahan, Marysia Kay, Michael Segal, Debbie Rochon

regia:
Ivan Zuccon

distribuzione:
Distribuzione Indipendete

durata:
91'

produzione:
Roberta Marrelli

sceneggiatura:
Ivo Gazzarrini

fotografia:
Ivan Zuccon

scenografie:
Valerio Zuccon

montaggio:
Ivan Zuccon

costumi:
Donatella Ravagnani

musiche:
Marco Werba

Colour from the Dark | Recensione | Ondacinema

Colour from the Dark

di Ivan Zuccon

horror, Italia (2008)

di Vincenzo Lacolla

Voto: 7.0
"Sarebbe orribile pensare a lui come a una delle grigie, contorte, fragili mostruosità che non cessano di turbare i miei sogni"
H. P. Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio

Howard Phillips Lovecraft più che un grande narratore, è stato uno straordinario teorico del terrore, un eccelso filosofo del paranormale. Oltre all'enciclopedia del male per eccellenza, il "Necronomicon", tutti i suoi racconti hanno una forza descrittiva straordinaria, ma sono estremamente difficili da tradurre in immagini. Ivan Zuccon, giovane talento del cinema horror italiano, già abbastanza famoso negli Stati Uniti, ci riesce egregiamente. "Colour From The Dark" è un vero gioiellino indie, bello come pochi.

La storia è abbastanza semplice: durante la Seconda Guerra Mondiale, in una piccola fattoria del ferrarese, vivono Pietro, sua moglie Lucia e la sorella Alice. Improvvisamente, un'entità demoniaca esce da un pozzo e Lucia ne rimane posseduta. A questo punto, ha inizio una sequela di incubi e orrori raccapriccianti.


In primo luogo, è doveroso sottolineare l'estremo rispetto che il regista dimostra nei confronti dello stile e dell'immaginario lovecraftiano. Questo non implica la pedissequa ripresa della trama originale (lo sceneggiatore, infatti, si concede, tra le legittime variazioni, anche lo spostamento di location dalla campagna del New England a quella italiana), ma la giusta scansione ritmica degli eventi. Zuccon tende a conservare la dilatazione dei tempi narrativi e lo spirito contemplativo dello scrittore di Providence, quindi evita di stordire lo spettatore con quelle lunghe sequenze fracassone che tanto si vedono nell'orrore mainstream, ottenendo la giusta alchimia nella distribuzione dei colpi di scena. Una scelta di notevole buongusto che permette allo spettatore non solo di tenere la tensione altissima dall'inizio alla fine, ma anche di godere appieno delle riuscite atmosfere ossessive e visionarie inscenate dal regista.

Zuccon, però, non è solo un bravo regista, ma anche un ottimo montatore e un eccellente direttore della fotografia: con movimenti di macchina precisi, un ammirevole uso del digitale, geniali ricorsi alle quinte e un montaggio pulito e improvviso al punto giusto, narra con mano abile e sicura una storia che di paura ne mette non poca. Gli interpreti, quasi tutti esteri, hanno talento e sono anche particolarmente affiatati, cosa rara nell'ambito del panorama indipendente a basso costo.
La scelta della location rurale, apparentemente luminosa e sonnacchiosa, costituisce un elemento fondamentale per la riuscita del film, posta quasi come "oggetto dialogante" con i personaggi e le vicende (e in questo risultato si vede anche qualche analogia con "La casa dalle finestre che ridono", il cult di Pupi Avati, con il quale Zuccon ha lavorato).

Ma oltre ad essere un buon film, "Colour From The Dark", insieme ad altri lavori di giovani e appassionati registi, ci rende certi che il cinema di genere italiano non è assolutamente morto dopo gli anni '80, ma è stato semplicemente nascosto, occultato (solo sul mercato nostrano) dalle irragionevoli politiche delle grandi case di distribuzione che hanno appiattito il nostro cinema sul modello della commedia/dramma familiare in stile televisivo.

Per apprezzarne davvero l'ottima qualità, si provi a vedere insieme a questo film una a caso delle ultime produzioni horror americane.

 

Per saperne di più: La possibilità di un horror italiano, oggi - Intervista a Ivan Zuccon