CAST & CREDITS

cast:
Donald Sutherland, Helen Mirren, Kirsty Mitchell, Christian McKay

regia:
Paolo Virzì

distribuzione:
01 Distribution

durata:
112'

produzione:
Indiana Production Company, Bac Films, Rai Cinema

sceneggiatura:
Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Francesco Piccolo

fotografia:
Luca Bigazzi

scenografie:
Richard A. Wright

montaggio:
Jacopo Quadri

costumi:
Massimo Cantini Parrini

musiche:
Carlo Virzì

Ella & John | Recensione | Ondacinema

Ella & John

di Paolo Virzì

commedia, drammatico, Italia/Francia (2017)

di Stefano Santoli

Voto: 7.0

Ella e John sono una coppia di anziani coniugi: lui affetto da un principio di Alzehimer, lei ammalata di cancro (lo riportano tutte le sinossi, anche se lo si dovrebbe scoprire in modo graduale). Vivono nel Massachusetts, nord est degli USA: un giorno decidono di prendere e partire alla volta della Florida, come facevano un tempo, con il loro vecchio camper degli anni 70 (battezzato The leisure seeker), da troppi anni fermo nel garage. Il film racconta il loro viaggio, di campeggio in campeggio, con meta Key West, punta estrema meridionale degli USA, dove non sono mai arrivati e dove c'è la casa di Hemingway, amatissimo da John, ex professore di lettere.
Sostenuto dalle superbe interpretazioni di Donald Sutherland ed Hellen Mirren, "The Leisure Seeker" è una trasferta USA che non fa rimpiangere i precedenti lavori di Virzì, come è capitato di leggere nella maggior parte delle impressioni a caldo dalla 74° mostra del cinema di Venezia, dove il film è stato presentato in concorso.

Capita, talvolta, che un regista italiano sia tentato dal "film americano". Come era successo anche nel caso di Sorrentino, gli States rappresentano da sempre, agli occhi di un europeo, territorio d'elezione di un road movie, per via degli spazi sterminati, per eccellenza generatori di mito, che quel Paese offre all'immaginario collettivo. E tuttavia, il film di Virzì si scosta dal canone, rimanendo un road movie solo a livello di plot. Il film (che avrebbe potuto senza troppi stravolgimenti svolgersi altrove) è stato criticato per una presunta incapacità di sfruttare adeguatamente lo scenario americano. "The leisure seeker" è tratto dal romanzo "In viaggio contromano" di Michael Zadoorian: era già capitato a Virzì di adattare - e bene - in terra italiana un romanzo che si svolgeva in America ("Il capitale umano"), e dunque rispettare l'ambientazione statunitense senza farne una protagonista corrisponde a una scelta precisa, non semplicemente allo sfizio di girare negli USA con un cast d'eccezione. "The Leisure Seeker", in realtà, è un film efficacemente universale. Il regista toscano intenzionalmente non sfrutta il paesaggio; allo stesso modo, il traguardo (Key West) rimane un pretesto, valido anzitutto per mettersi in viaggio. Scopo del viaggio non è la meta, è il viaggio in sé: non è nemmeno ciò che si attraversa viaggiando, ma l'esperienza interiore di viaggiare in coppia, da soli, sentendosi più vivi di prima per un'ultima volta, prima che la vita sfugga di mano. Viaggiare, dunque, per provare a trovare nel viaggio un'armonia che si era intorpidita nella sedentarietà quotidiana. Ella e John, mettendosi per strada, tornano giovani (la giovinezza, si sa, è uno stato mentale...). Si punta qui dunque sul valore precipuamente interiore del viaggio: di cui in tal modo si nobilita il senso, non lo si sminuisce.

Altra critica mossa a Virzì è quella di aver trascurato la propria capacità di fare satira sociale, concentrandosi sulla dimensione interiore dei personaggi, senza interesse a ritrarli sullo sfondo di un panorama sociale oggetto di critiche dirette. E' vero che Virzì ha spesso dato il suo meglio proprio grazie a una capacità - quasi perduta nel cinema italiano odierno - di utilizzare gli strumenti della commedia per cogliere l'imbastardimento sociale del nostro Paese con un'acutezza ormai rarissima. Ma anche questa critica, a nostro avviso, non coglie nel segno ed è dettata da un'eccessiva pigrizia, ripiegata com'è su raffronti interni alla filmografia dell'autore, quasi che inconsciamente non gli si volesse perdonare la trasferta oltreoceano. Per precisa scelta il regista si mantiene su un piano intimo e introspettivo, dedicandosi alla fuga dei suoi due protagonisti, che ritrae e accompagna con affetto particolare. Pur non trascurando di strappare volentieri la risata, l'abituale ironia è qui pervasa da dosi massicce di malinconia.

In ogni caso, "The leisure seeker" appartiene pienamente alla poetica di Virzì. Facile, ad esempio, instaurare confronti fra Ella e John e il personaggio di Micaela Ramazzotti ne "La pazza gioia". I risvolti sociali non sono poi assenti, a ben guardare: ma sono di natura più sociologica che politica. Ad esser ritratta è una realtà in cui gli anziani sono abbandonati a se stessi in un limbo pre-mortuario di angusta infelicità, condannati a un assistenzialismo che è paternalismo alla rovescia, sostanzialmente ipocrita. Comunque, una bonarietà di fondo contribuisce a stemperare ogni acredine da parte del regista: i figli della coppia (presi alla sprovvista dall'improvvisa partenza dei genitori) dimostrano di non comprendere inizialmente quanto per i due sia più importante, rispetto a una presunta "sicurezza", ritrovare una felicità il più possibile autentica nei loro ultimi giorni, tuttavia essi non creano davvero ostacoli al viaggio di Ella e John, che si svolge lieve e sereno. I divertenti imprevisti discendono sempre dalla malattia di John, di cui Ella si prende cura con un'amorevolezza commovente, o dalle dinamiche tipiche interne a una coppia che - si vede - si ama, si sopporta e si conosce da una vita.
Tutt'altro che estranea, al film, l'impressione che i giovani sembrino più incapaci degli anziani di godersi la vita. Sembra occorra arrivare alla vecchiaia per recuperare la giovinezza, ovvero quella determinazione a vivere con una benvenuta dose di spregiudicatezza e, perché no, anche di ingenuità.

Se probabilmente è vero che "The leisure seeker" non verrà ricordato come uno dei film più significativi di Virzì, chi scrive non ha dubbi che esso non costituisce un passo falso e men che meno una caduta nel percorso del regista livornese. Al contrario, merita di essere sottolineato come il film, grazie anche certamente alla grande naturalezza delle caratterizzazioni di due attori strarodinari, permette allo spettatore di empatizzare fortemente, e in più di un'occasione, inclusa tutta la sezione finale, si presta a una genuina commozione. Una commozione che non appare ricattatoria o conciliante, perché si accompagna strettamente a un ritratto tutt'altro che banale di un equilibrio di coppia coltivato e nutrito, così come dalla nostalgia, da una complicità che riposa ormai soprattutto sulla capacità di accettare i limiti dell'altro. Forse "The leisure seeker" è rivolto soprattutto a un pubblico maturo, che sarà probabilmente quello che maggiormente saprà apprezzarlo. Eppure, sono proprio le giovani generazioni quelle che dovrebbero invidiare a Ella e John la determinazione a vivere il più felicemente possibile il tempo che rimane.